Burkina Faso, nuovo attacco jihadista a nord: almeno 22 morti
Vatican News
Almeno 22 tra soldati e volontari civili che affiancano l'esercito sono stati uccisi in una serie di attacchi attribuiti a gruppi jihadisti nel nord del Burkina Faso. Secondo fonti della sicurezza citate dall'AFP, l'assalto più grave ha colpito sabato una base del Battaglione di intervento rapido (BIR) a Di, nei pressi di Dédougou, dove sono morti almeno 14 militari e sette membri dei Volontari per la difesa della patria (VDP), milizie civili create dal governo per sostenere le forze armate. Altri attacchi hanno interessato Solhan, nel nord-est del Paese, e Séguénéga, nel centro-nord. L'esercito ha riferito di aver successivamente lanciato operazioni di controffensiva, sostenendo di aver ucciso decine di miliziani.
Il problema sicurezza in Burkina Faso
Gli attacchi, rivendicati dal Gruppo di sostegno all'Islam e ai musulmani, affiliato ad Al-Qaeda, confermano il deterioramento della sicurezza in Burkina Faso, dove la giunta militare guidata da Ibrahim Traoré aveva giustificato il colpo di Stato del 2022 proprio con la promessa di fermare l'avanzata jihadista. A quasi quattro anni dal cambio di potere, però, vaste aree del Paese continuano a essere teatro di violenze da parte di gruppi legati sia ad Al-Qaeda sia allo Stato Islamico. La recrudescenza degli attacchi si inserisce in un quadro di crescente instabilità ben più ampio e che fa riferimento all'intero Sahel, come dimostra da ultimo anche il caso del Mali.
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