Un furgone sulla folla a Berlino. L'arcivescovo della diocesi Koch: no all'odio
Roberto Paglialonga - Città del Vaticano
"Che cosa terribile! L'odio non deve vincere". Queste le prime parole dell'arcivescovo di Berlino, Heiner Koch, nel commentare all'agenzia di stampa Kna, l'atttentato che nella sera di ieri, sabato 25 luglio, ha causato un morto e provocato, al momento, una trentina di feriti nella capitale tedesca, quando un minivan si è lanciato a forte velocità sulla folla di partecipanti al "Pride" cittadino.
L'Ue: uniti contro chi semina paura e divisione
Condanna anche da parte dei rappresentanti dell'Unione europea. "Esprimo le mie più sentite condoglianze alle vittime dell'attentato alla parata del Christopher Street Day (il Pride della capitale tedesca, n.d.r.) a Berlino e alle loro famiglie e amici. Tutti dovrebbero poter vivere, amare e difendere i propri diritti senza paura. L'odio e la violenza non hanno posto nelle nostre società". Lo scrive in un post in tedesco sui social la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Sulla stessa lunghezza d'onda la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. "Oggi il nostro pensiero va alle vittime dell'attentato di Berlino, alle loro famiglie e a tutti coloro che partecipano alla Giornata del Christopher Street. L'odio e la violenza non hanno posto nella nostra Europa di libertà e rispetto. Continueremo a restare uniti contro coloro che cercano di seminare paura e divisione".
L'attentato intorno alle 22 di sabato 25 luglio
Berlino ha vissuto una notte di terrore, dopo una giornata di celebrazioni con concerti, sfilate e musica. Intorno alle 22, un minivan bianco è stato visto entrare nel parco cittadino di Tiergarten e investire la folla che si era radunata al suo interno, causando, la morte di una persona - una donna secondo lo Spiegel - e il ferimento di altre sedici, alcune delle quali in modo molto grave. Le autorità hanno identificato il sospettato dell'attacco, diffondendone una fotografia: si tratterebbe di un ragazzo di 21 anni, identificato come Abdul B., rilasciato - secondo l'agenzia Dpa - da un carcere minorile a maggio 2026. Questi non sarebbe ancora stato arrestato, ma sarebbe già noto alle forze di polizia che ritengono abbia un legame con "ambienti islamisti radicali": sarebbe un sostenitore dello Stato islamico (Is). Si è dato alla fuga a piedi dopo che il furgone bianco, travolta la gente presente in strada, si è schiantato contro un albero. Mentre sarebbe stato fermato il "presunto complice" che si trovava a bordo del van al momento dell'attacco, dicono le autorità.
Le operazioni delle forze dell'ordine
"Stiamo cercando attivamente una o più persone sospettate di essere coinvolte nell'incidente", ha dichiarato la polizia, che ha mobilitato un "ingente dispiegamento di forze" e ha transennato l'area tra Potsdamer Platz e il lato meridionale del tunnel del Tiergarten alla ricerca di indizi e prove. Secondo quanto riferito dai testimoni alcune persone sarebbero state ferite anche da arma da taglio. "Parte integrante delle indagini - ha spiegato la polizia - è verificare se ci sia stata una seconda fase del reato dopo quella in cui il veicolo era in movimento. Se qualcuno sia poi sceso dal veicolo e abbia aggredito delle persone con possibili armi da taglio, ferendole". Questa versione è stata ricostruita anche da quotidiano tedesco "Bild". La polizia spera ora di ricevere segnalazioni dalla popolazione e ha creato a tal fine un portale dedicato. Intanto, le autorità giudiziarie hanno specificato che il mezzo usato per l'attacco è di proprietà privata, non a noleggio, ed è stato sequestrato sul posto. Le forze dell'ordine hanno inoltre condotto diverse operazioni legate all'indagine, tra cui la perquisizione di un appartamento nel quartiere berlinese di Schöneberg.
La reazione delle autorità tedesche
Un "atto abominevole!", ha scritto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, su X, parlando di "attacco alla nostra società". "Siamo aperti e amanti della libertà - e questo lo
preserviamo e lo difendiamo. Il fatto sarà chiarito e perseguito con tutta la severità", ha aggiunto. "Un attacco alla nostra società libera e aperta", così anche il sindaco di Berlino, Kai Wagner, che oggi si è recato sulla scena dell'attacco della notte scorsa. "Non permetteremo che il nostro stile di vita e il nostro modo di vivere insieme ci venga tolto", ha commentato ancora.
Gli episodi di violenza in Germania negli ultimi anni
Berlino è già stata teatro di attentati ed episodi di violenza nel corso degli ultimi anni. Nel febbraio 2025, pochi giorni prima delle elezioni politiche, un turista spagnolo è stato accoltellato vicino al Memoriale dell'Olocausto. All'inizio di marzo, un giovane siriano è stato condannato a 13 anni di carcere per questo attacco di matrice jihadista. Stessa matrice anche nell'episodio del dicembre 2016, avvenuto all'estremità meridionale del Tiergarten, quando un uomo di nazionalità tunisina ha ucciso 12 persone lanciando un camion contro un mercatino di Natale. Per un altro attacco con veicolo contro un mercatino natalizio, avvenuto a Magdeburgo (nell'est del Paese) alla fine del 2024, con un bilancio di sei morti e oltre 300 feriti, uno psichiatra saudita è stato condannato all'ergastolo alla fine di giugno. All'inizio di maggio, un cittadino tedesco di 33 anni è stato invece internato in un ospedale psichiatrico: con un'auto aveva investito diversi pedoni in una via dello shopping nel cuore di Lipsia, uccidendo due persone e ferendone sei.
(Ultimo aggiornamento ore 13.43)
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