Notte di duri attacchi Usa sull’Iran, uccisa una famiglia a Qeshm
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Una serie di attacchi definiti “duri” da chi li ha sferrati: sui social il Comando centrale degli Stati Uniti, Centcom, scrive così in riferimento all’intensa tornata di raid di questa notte sul territorio iraniano contro centri di comando dei Pasdaran, strutture per missili e droni, siti di sorveglianza, difesa costiera, e capacità marittima. Sul campo si contano tre vittime – tra cui un bambino di 2 anni - tutte appartenenti alla stessa famiglia, sull’isola di Qeshm, e altri due bambini feriti.
Strategia di guerra
L’obiettivo degli Usa è non solo rispondere agli attacchi missilistici di ieri contro le forze americane, ma anche e soprattutto ridurre le capacità militari iraniane e le minacce dei gruppi affiliati contro le forze statunitensi, il traffico marittimo commerciale e i Paesi del Golfo vicini. La Giordania ha dichiarato di aver intercettato e abbattuto senza danni né vittime 5 missili di Teheran. Da parte loro, i Pasdaran sono tornati a minacciare gli Stati Uniti per i nuovi attacchi e tutti i Paesi che li appoggiano, e hanno dichiarato di aver colpito due petroliere sorprese a forzare il blocco nello Stretto di Hormuz.
Possibile nuova campagna aerea ad ampio raggio
L’ammiraglio americano Brad Cooper, capo del Centcom, inoltre, avrebbe presentato nei giorni scorsi al presidente Usa, Donald Trump, un piano che prevedrebbe una vera e propria campagna aerea di circa due settimane con attacchi su larga scala volti a ridurre la capacità missilistica di Teheran al posto di attacchi mirati di rappresaglia, ma c’è il rischio di innescare una nuova escalation militare.
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