Usa-Iran, da Trump nuova chance per la pace. Netanyahu oggi alla Casa Bianca
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Una buona possibilità di raggiungere un accordo con l’Iran c’è: lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump che da giorni non lasciava intravedere speranze sulla ripresa dei negoziati con Teheran. Invece gli Usa hanno interrotto i bombardamenti sul territorio per tutto il fine settimana anche se il presidente fa sapere che sono pronti a riprendere qualora le trattative mediate da Pakistan e Qatar dovessero fallire, smentendo le voci sulla carenza di munizioni. Alcuni funzionari dell’amministrazione Trump, inoltre, sosterrebbero che le sanzioni imposte da Washington a Teheran siano per il Paese addirittura più dannose delle bombe.
La questione del traffico marittimo
Uno dei nodi cruciali in discussione resta lo Stretto di Hormuz che ha fatto fallire il precedente accordo di giugno, dopo il quale nel Paese si sono registrati oltre 60 morti e quasi 700 feriti: l’Iran ha rivendicato la possibilità di controllare le rotte lungo le proprie coste, mentre gli Usa hanno insistito sulla libera navigazione internazionale. In seguito il conflitto si è allargato anche ai ribelli Houthi dello Yemen che hanno creato problemi al traffico commerciale marittimo nel Mar Rosso e minacciando anche il passaggio di Bab el-Mandeb. I Pasdaran hanno fatto sapere, in merito a Hormuz, che parleranno solo con l’Oman che ha sottolineato a entrambe le parti la necessità di una de-escalation nell’area.
L'incontro Trump-Netanyahu
Intanto oggi è atteso alla Casa Bianca per incontrare il presidente Trump, il premier israeliano Netanyahu, favorevole alla prosecuzione delle operazioni in Iran, che dovrebbe condividere informazioni di intelligence sul programma nucleare iraniano: in particolare sulle condizioni del Monte Kulang, situato nei pressi dell’impianto nucleare di Natanz, e sulla capacità di sviluppo iraniana. Alla vigilia della sua visita, Trump ha dichiarato che Israele è uno dei Paesi che a suo dire “non sopravviverebbe senza gli Stati Uniti”. Netanyahu ha anche il fronte aperto con il Libano: la prossima sezione di colloqui sull’ampliamento delle zone pilota affidate all’esercito di Beirut è previsto il prossimo 4 agosto a Roma.
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