Congresso internazionale dell'UNIR. Congresso internazionale dell'UNIR.

Ottant'anni di cooperazione tra gli istituti di ricerca di Roma

Nata nel 1946, l'Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell'Arte in Roma riunisce oggi 38 accademie e centri di ricerca di venti Paesi. Il congresso per l'ottantesimo anniversario, tenutosi a Roma dal 27 al 29 maggio, ha rilanciato il valore di una rete che, attraverso biblioteche, archivi, collezioni e progetti comuni, continua a fare della Capitale un punto di riferimento per la ricerca internazionale

Maria Milvia Morciano - Città del Vaticano

Ottant'anni di attività non come punto di arrivo, ma come occasione per riflettere sul futuro della ricerca. È questo il filo conduttore del congresso internazionale con cui l'Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell'Arte in Roma (UNIR) ha celebrato il proprio anniversario. Dal 28 al 30 maggio, tra l'Academia Belgica, l'École française de Rome e il Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, studiosi provenienti da numerosi istituti italiani e stranieri si sono confrontati sul patrimonio costruito in decenni di attività e sulle prospettive della cooperazione culturale internazionale.

Congresso internazionale dell'Unir all'Accademia Belgica.
Congresso internazionale dell'Unir all'Accademia Belgica.   (©ecole francaise)

Una rete nata nel dopoguerra

L'Unione venne fondata nel 1946 da alcuni tra i principali istituti di ricerca presenti a Roma. Oggi comprende 38 realtà appartenenti a venti Paesi e rappresenta una delle più articolate reti internazionali attive nel campo dell'archeologia, della storia e della storia dell'arte.
Le relazioni dei partecipanti hanno ricordato come la collaborazione tra istituti nacque all'indomani della Seconda guerra mondiale, quando Roma consolidava il proprio ruolo di luogo di incontro per studiosi provenienti da tradizioni culturali differenti. Una vocazione che la città continua a mantenere grazie alla presenza di accademie straniere, istituti italiani, biblioteche specializzate, fondazioni culturali e istituzioni pontificie che convivono all'interno di un unico tessuto urbano.

Brigitte Marin, presidente dell'Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell'Arte in Roma
Brigitte Marin, presidente dell'Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell'Arte in Roma

Roma e i patrimoni della ricerca

I lavori si sono articolati attorno a tre grandi temi: gli edifici che ospitano accademie e istituti, la ricchezza delle collezioni e degli archivi e i progetti dedicati allo studio e alla conservazione del patrimonio romano.
Dalle sedi storiche di Valle Giulia alle istituzioni disseminate nel resto della città, gli interventi hanno mostrato come gli istituti abbiano contribuito non soltanto alla ricerca, ma anche alla costruzione di un patrimonio culturale strettamente legato a Roma. Accanto alla storia degli edifici sono stati presentati archivi fotografici, biblioteche specializzate, raccolte archeologiche e fondi documentari che continuano a generare nuove ricerche e nuove letture della storia della città.
Particolare attenzione è stata dedicata ai progetti di digitalizzazione, alle piattaforme documentarie condivise e alle nuove tecnologie applicate alla ricerca. L'obiettivo comune emerso nel corso delle sessioni è quello di rendere sempre più accessibili patrimoni spesso poco conosciuti, favorendo nuove connessioni tra istituzioni e comunità scientifiche.

Il contributo degli istituti pontifici

All'interno di questo panorama trovano posto anche gli istituti pontifici, parte integrante della rete culturale che opera a Roma. Il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana ha presentato le proprie collezioni e alcuni progetti di ricerca dedicati al patrimonio paleocristiano, confermando il contributo che le istituzioni legate alla Santa Sede continuano a offrire agli studi internazionali e alla conoscenza dell'antico mondo cristiano.

Il Congresso a Palazzo Altemps.
Il Congresso a Palazzo Altemps.

Una collaborazione sempre più concreta

Più che una celebrazione del passato, il congresso ha assunto il carattere di una riflessione operativa sul futuro. Molti interventi hanno mostrato come la collaborazione tra istituti sia già una realtà concreta attraverso reti bibliotecarie, progetti scientifici condivisi, digitalizzazione delle fonti e iniziative comuni di valorizzazione.
Emblematico, in questo senso, il progetto illustrato dall'Istituto Storico Italiano per il Medio Evo a Palazzo Borromini, dove più istituzioni stanno sperimentando forme di cooperazione fondate sulla ricerca, sulla divulgazione e sulla fruizione condivisa del patrimonio culturale.

L'anniversario degli ottant'anni si è così trasformato in un punto di partenza. Dalle tre giornate è emersa la volontà di rafforzare ulteriormente i legami tra istituti grandi e piccoli, rendere più accessibili archivi e collezioni e sviluppare nuove forme di collaborazione. Un impegno che continua a fare di Roma non soltanto una città da studiare, ma anche un luogo nel quale la conoscenza viene costruita e condivisa ogni giorno.

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01 giugno 2026, 16:54