Medio Oriente, ripartono i bombardamenti tra Usa e Iran ma Trump preme per un accordo
Marco Guerra – Città del Vaticano
Con i negoziati in una fase di stallo, in Medio Oriente tornano a parlare le armi. Nella notte gli Stati Uniti hanno lanciato 49 missili Tomahawks per colpire obiettivi in Iran: è quanto ha riferito Donald Trump in un’intervista a Fox News, specificando che i bombardamenti sono stati sospesi ma se Teheran non firmerà un accordo riprenderanno nelle prossime ore.
Gli Usa smentiscono l’Iran: transito aperto Hormuz
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Cetcom) ha spiegato che l’obiettivo era neutralizzare la rete radar e difensiva della Repubblica Islamica. La rappresaglia dell’Iran si è rivolta verso le basi e le infrastrutture degli Stati Uniti in Giordania, dove l’esercito di Amman afferma di aver intercettato 20 missili; in Kuwait, che ha chiuso lo spazio aereo per alcune ore, e in Bahrein, dove la caduta di frammenti di missili intercettati ha ferito una bambina. L'esercito iraniano ha poi dichiarato che "qualsiasi nave che transiti nello Stretto di Hormuz sarà presa di mira" e di averne già colpite due che cercavano di forzare il blocco. Rincara la dose un comandate dei servizi aerospaziali delle guardie rivoluzionarie: “Trasformeremo la regione nel vostro inferno”. Immediata la smentita delle forze americane, secondo cui le navi commerciali continuano a transitare in entrata e in uscita in quel tratto di mare e nessuna nave da guerra Usa è stata colpita.
Ancora raid sul Libano
Non va meglio sull’altro fronte della guerra. In Libano ieri gli attacchi israeliani hanno provocato nel complesso 13 morti. Questa mattina un raid israeliano ha colpito la Valle della Beqaa mentre l'esercito israeliano ha rilevato lanci di razzi dal Libano e ha diramato un allarme, invitando le comunità del nord del Paese a cercare riparo.
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