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L'attacco è avvenuto nel distretto di Kurram, nel nord-ovest del Pakistan, vicino al confine con l'Afghanistan L'attacco è avvenuto nel distretto di Kurram, nel nord-ovest del Pakistan, vicino al confine con l'Afghanistan  (ANSA)

Pakistan, 2 morti e 36 feriti in un attacco al confine con l'Afghanistan

Le forze di sicurezza hanno risposto all'assalto, ma il bilancio finale parla di decine di feriti e almeno due morti. Il Tehrik-e-Taliban Pakistan, principale gruppo insurrezionale attivo nel Paese, ha rivendicato l'operazione attraverso i propri canali di propaganda

Vatican News

Almeno due civili sono morti e 36 persone sono rimaste ferite, tra cui 15 agenti di polizia, in un attacco rivendicato dal Tehrik-e-Taliban Pakistan (Ttp) contro un posto di blocco delle forze di sicurezza nel distretto di Kurram, nel nord-ovest del Pakistan, vicino al confine con l'Afghanistan. L'assalto è avvenuto nella zona di Mirbagh, nei pressi della città di Sadda, e ha dato origine a un intenso scontro a fuoco durato diverse ore. Secondo le autorità locali, i militanti hanno attaccato il posto di controllo utilizzando armi pesanti. Diversi colpi di mortaio sono caduti nelle aree civili circostanti provocando vittime e feriti tra la popolazione. Le forze di sicurezza hanno risposto all'assalto, ma il bilancio finale parla di decine di feriti e almeno due morti.

Cresce la tensione tra Kabul e Islamabad

L'attacco si inserisce in un contesto di forte deterioramento della sicurezza nelle aree tribali pakistane lungo la frontiera afghana. Il distretto di Kurram, abitato da comunità pashtun sia sunnite sia sciite, è storicamente una delle regioni più instabili del Paese ed è stato più volte teatro di violenze settarie e attività jihadiste. Dopo il ritorno al potere dei talebani in Afghanistan nel 2021, Islamabad denuncia un aumento delle incursioni e degli attacchi del Ttp, organizzazione ideologicamente vicina ai talebani afghani ma distinta da essi. Ma il problema si alimenta su un’ulteriore fragilità: la Durand Line, ossia la linea di confine tracciata in epoca coloniale britannica e mai pienamente riconosciuta da Kabul. Secondo i dati raccolti da centri di monitoraggio indipendenti, il 2025 e i primi mesi del 2026 hanno confermato la tendenza a un aumento della violenza armata lungo il confine afghano, soprattutto nelle province di Khyber Pakhtunkhwa e Belucistan. La situazione è sfociata così nella ripresa del conflitto tra pakistani e afghani a febbraio, con l’operazione Ghazab lil-Haq («Collera in nome della giustizia»), dove Islamabad ha rivendicato l'uccisione di oltre 300 talebani afghani.

Il dramma umanitario

La situazione resta complessa dunque anzitutto perché non è stata risolta attraverso un negoziato e poi per il fatto che coinvolge una potenza nucleare, peraltro impegnata nei negoziati tra Iran e Usa. Non meno complessa resta infine il tema migratorio: a causa del conflitto col Pakistan, sono rientrati in patria oltre 150.000 afghani. La popolazione è aumentata di almeno il 12 per cento. A febbraio il portavoce delle Nazioni Unite ha affermato che quasi la metà della popolazione afghana, ovvero 21,9 milioni di persone, ha bisogno di aiuti umanitari e che il numero aumenterà se i combattimenti continueranno.

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15 giugno 2026, 09:45