Un attacco israeliano su Tiro nel Libano meridionale Un attacco israeliano su Tiro nel Libano meridionale  (AFP or licensors)

Iran, Teheran attacca basi statunitensi nel Golfo. Libano nel caos

Ancora raid e attacchi reciproci tra Usa e Iran. Da Teheran parlano di "legittima difesa" contro basi americane nel Golfo. In stallo rimangono i negoziati: Trump appare ottimista, ma dall'Iran sono pronti a chiedere modifiche alla nuova bozza di accordo, che Washington avrebbe fatto pervenire ieri. Alta tensione in Libano: almeno sette morti stanotte nei raid israeliani, popolazione in fuga da villaggi del sud e da alcune zone di Beirut

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Torna a salire pericolosamente la tensione militare in Medio Oriente. Questa mattina, le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato ufficialmente di aver lanciato un attacco mirato contro una base logistica utilizzata dall'esercito degli Stati Uniti. Secondo la nota diffusa dai comandi di Teheran e trasmessa dai media statali della Repubblica islamica, l'obiettivo sarebbe un centro nevralgico da cui l'aviazione americana coordinerebbe i raid contro il territorio nazionale iraniano. Nella nota dei pasdaran non è specificata l'esatta posizione geografica dell'installazione militare, tuttavia il Kuwait ha dichiarato che le sue difese aeree hanno aperto il fuoco per intercettare droni e missili in arrivo.

Raid Usa sul sud dell'Iran

In precedenza il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) aveva annunciato di aver condotto "attacchi difensivi" contro siti radar iraniani e strutture di comando e controllo di droni nella città di Garook e sull'isola di Qeshm, nell'Iran meridionale. Secondo il Centcom, gli attacchi sono stati condotti in risposta ad "azioni iraniane aggressive" che includevano l'intercettazione di un Uav americano nello spazio aereo internazionale. Inoltre, un jet da combattimento statunitense ha distrutto sistemi di difesa aerea iraniani, una stazione di controllo a terra e due droni suicidi. I ripetuti attacchi reciproci riflettono la fragilità di un cessate-il-fuoco di diverse settimane, che ha visto sue violazioni da entrambe le parti anche mentre funzionari americani e iraniani cercavano di negoziare un accordo per estenderlo.

Iran: legittima rappresaglia contro gli Stati Uniti

Si è trattato di "legittima autodifesa", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Affari esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, nel giustificare l'azione contro le infrastrutture americane, aggiungendo che Teheran ha il diritto alla rappresaglia ogni qualvolta subisca un bombardamento. Per parte sua, però, anche il Kuwait ha condannato i raid iraniani delle scorse ore e affermato, attraverso una nota del ministero degli Affari esteri apparsa su X, che a sua volta si riserva il diritto di rispondere.

Lo stallo diplomatico

Sul piano delle discussioni per un accordo tra le parti, continua a diffondere ottimismo via social il presidente degli Usa, Donald Trump. "L'Iran vuole davvero raggiungere un accordo, e sarà un buon accordo per gli Stati Uniti e per chi è con noi", ha scritto su Truth il capo della Casa Bianca. Affermazioni che, però, al momento non trovano conferma sulla sponda dei pasdaran. Secondo l'agenzia semi-ifficiale Tesnim, che riporta una fonte che ha preferito mantenere l'anonimato, Teheran apporterà modifiche alla bozza di memorandum d'intesa per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti. La diplomazia iraniana sostiene che "condizione per una conclusione positiva dei negoziati per porre fine alla guerra è il cessate-il-fuoco anche in Libano", mentre ribadisce che il suo programma nucleare non è attualmente all'ordine del giorno dei colloqui. Indiscrezioni che fanno seguito alle notizie secondo cui Trump avrebbe inviato all'Iran una proposta di intesa inasprita rispetto alle concessioni iraniane. Pur riconoscendo che la nuova proposta ricevuta dall'Iran è più rigida, l'agenzia Tasnim afferma che gli scambi sul testo "sono in corso, con entrambe le parti che propongono regolarmente emendamenti".

La posizione dell'Ue

"Ora si apre una fragile opportunità diplomatica per estendere la tregua e riaprire lo Stretto di Hormuz, tuttavia qualsiasi intesa temporanea tra noi e l'Iran deve essere seguita da colloqui più approfonditi sull'arsenale nucleare di Teheran e su altre questioni critiche". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica estera Kaja Kallas nel corso di una conferenza stampa con il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, Muhammad Ishaq Dar. "L'Unione europea è pronta a contribuire a una soluzione sostenibile e pacifica, apportando influenza economica, competenze nucleari acquisite con fatica, relazioni di lunga data con i partner del Golfo e un impegno diretto con l'Iran stesso" ha spiegato ancora.

In Iran altre due esecuzioni

Intanto, nel Paese sono stati giustiziati due uomini condannati per il loro ruolo nelle proteste antigovernative di gennaio. Lo riferisce l'agenzia di stampa Mizan. Secondo la stessa fonte, sono stati giudicati colpevoli di aver incendiato una moschea, danneggiato beni pubblici, e di essersi scontrati con le forze di sicurezza. L'agenzia di stampa ha identificato i due uomini, affermando che erano tra i principali responsabili dell'attacco alla moschea Jafari nel quartiere Gisha di Teheran. Le loro condanne a morte sono state confermate dalla Corte Suprema prima di essere eseguite.

Ancora alta tensione in Libano 

Libano ancora nel caos. Almeno sette persone sono morte in raid aerei attribuiti a Israele, condotti principalmente con droni, su località del Libano meridionale: lo riferisce l'agenzia locale Nna. Tra i punti colpiti, ha aggiunto la stessa fonte, ci sono Kfarsir, Nabatieh al-Fawqa, Toul e Zefta. Stamattina i media locali documentano la chiusura delle scuole e la fuga dei civili da Dahiyeh, sobborgo meridionale di Beirut e roccaforte di Hezbollah, dopo che il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ordinato raid sulla capitale del Libano. Diversi video pubblicati su "L'Orient Le Jour" e su altri media arabi mostrano ingorghi di notevole entità sulle strade che conducono fuori dal quartiere, mentre le scuole nei sobborghi meridionali di Beirut sono state chiuse e l'esercito è stato schierato per organizzare l'evacuazione. Le scuole dei sobborghi meridionali hanno invitato i genitori a venire a prendere i propri figli prima della chiusura, in seguito alle minacce israeliane di ulteriori attacchi sui sobborghi meridionali di Beirut. L'esercito libanese si è schierato agli ingressi dei vari quartieri per organizzare l'evacuazione dei numerosi residenti. Oltre ai ripetuti attacchi da parte di Hezbollah, che destabilizzano la situazione interna, il Paese dei cedri sta affrontando "una feroce e riprovevole aggressione israeliana", dopo che Tel Aviv ha intensificato la sua offensiva contro gli islamisti sciiti con la conquista del castello medievale di Beaufort, ha dichiarato su X il presidente libanese, Josepoh Aoun.

 

 

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01 giugno 2026, 10:58