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Una chiesa della diocesi di Marbel colpita dal terremoto Una chiesa della diocesi di Marbel colpita dal terremoto

Le Filippine contano i danni del terremoto. Marbel una delle diocesi più colpite

All'indomani del sisma di magnitudo 7.8 che ha interessato l'isola di Mindanao e le province limitrofe, i soccorritori hanno contato almeno 41 morti e centinaia di feriti. Nella diocesi di Marbel alcune chiese ed alcune strutture ecclesiastiche sarebbero state danneggiate. Caritas Filippine in prima linea per aiutare la popolazione con aiuti diretti di primo soccorso. La Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa: mobilitati personale e volontari

Federico Piana - Città del Vaticano

I soccorritori raccontano di essersi trovati davanti ad una scena drammatica, a tratti apocalittica: molte scuole, abitazioni, strade non esistono praticamente quasi più. L’energia elettrica e le telecomunicazioni in diverse aree sono ormai del tutto inesistenti.

Bilancio in aumento

All’indomani del terribile terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito le Filippine,  l’isola di Mindanao  e le province limitrofe epicentro del sisma — che si è registrato in mare ad una profondità di appena 13 chilometri — provano a contare i danni. Ed i morti: secondo l’ultimo bollettino, sarebbero 41 ma, avverte Afrhill Rances, referente nell’area asiatica della  Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e  della Mezzaluna Rossa intervistata dai media vaticani, «il numero delle vittime è ancora in fase di verifica e varia man mano che proseguono le valutazioni». Ciò significa che potrebbe presto aumentare, anche perché testimonianze dirette sul posto spiegano che i feriti vengono curati all’aperto sotto il sole cocente mentre i soccorsi sono rallentati dalla mancanza di praticabilità delle vie di collegamento.

Ampie zone

Le zone che i soccorritori si stanno impegnando a raggiungere non sono solo quelle di Mindano, chiarisce Rances: «L'impatto si estende oltre. Coinvolge  un'ampia area di Mindanao e delle regioni vicine. Il terremoto è stato avvertito in diverse province, tra cui Davao Occidental, South Cotabato, Sultan Kudarat, North Cotabato e parti di Zamboanga e della regione di Bangsamoro». E poi c’è stato un allarme tsunami, rientrato dopo qualche ora, «che ha provocato l’evacuazione di almeno nove province nelle quali sono stati segnalati gravi danni a scuole, strade, ponti e ospedali. Anche le lezioni scolastiche sono state sospese con ripercussioni su milioni di studenti».

Chiesa colpita

Una delle diocesi più colpite è quella di Marbel che comprende il territorio provinciale di South Cotabato, di Sarangani e parte della provincia di Sultan Kudarat. Qui alcune fonti citate dalla stampa internazionale hanno reso noto il crollo di alcune chiese ed edifici ecclesiastici. «Per ora, poiché le attività di valutazione sono ancora in corso, non sono ancora disponibili dati confermati sull’entità dei danni» precisa  Jeanie Curiano, responsabile degli interventi umanitari di Caritas Filippine. Che ci racconta anche che il team umanitario sub-regionale delle diocesi di Davao, Digos, Tagum e Mati è già divenuto operativo per sostenere la popolazione: «Caritas Filippine mantiene uno stretto coordinamento con la diocesi di Marbel per monitorare l’evoluzione della situazione sul campo, raccogliere informazioni tempestive e sostenere l’identificazione dei bisogni umanitari prioritari e delle azioni di risposta. Si prevede che l’assistenza urgente si concentrerà sul salvataggio di vite umane e sui bisogni umanitari di base, tra cui cibo, acqua potabile, alloggi di emergenza, articoli non alimentari, servizi sanitari e sostegno alla protezione dei gruppi più vulnerabili».

Risposta immediata

Il governo filippino non ha perso tempo attivando rapidamente i meccanismi nazionali di risposta alle emergenze. «Le autorità — conferma la referente della Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e  della Mezzaluna Rossa — hanno approntato rifornimenti alimentari, aperto centri di evacuazione e dispiegato squadre di ingegneri per valutare i danni e ripristinare l'accessibilità alle infrastrutture e ai servizi essenziali». La stessa Croce Rossa filippina, tra i primi soccorritori ad essere immediatamente operativi, «ha mobilitato personale e volontari nelle aree colpite, in particolare nelle province circostanti, dispiegando ambulanze e fornendo assistenza medica e sostegno psicologico alle vittime».

Scosse di assestamento

A poco più di 24 ore di distanza dalla prima, potente, scossa di terremoto, sono state registrate oltre mille scosse di assestamento. «Ieri — ricorda Rances — in alcune località sono state osservate piccole onde di tsunami di circa 1 metro ma, alla fine, l'allerta è stata revocata. Sebbene al momento non vi siano nuovi allarmi tsunami in corso, le autorità continuano a raccomandare la massima vigilanza, soprattutto in considerazione del rischio di nuove ondate sismiche e del possibile crollo strutturale degli edifici già danneggiati».

Segni di speranza

A General Santos, una delle più grandi città  della regione di Soccsksargen, i feriti ed i malati ora vengono curati in luoghi di fortuna. Alcuni cronisti locali hanno assistito a dei medici che incoraggiavano una donna in procinto di partorire in un parco, dietro un paravento, prima di udire chiaramente i vagiti di un neonato. Un segno di speranza in una situazione di paura e dolore.

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09 giugno 2026, 14:26