Filippine, si aggrava il bilancio del terremoto: 37 i morti e almeno 134 feriti
Vatican News
Si aggrava il bilancio del potente terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito nelle prime ore di lunedì l'isola di Mindanao, nel sud delle Filippine. Secondo le autorità, i morti sono almeno 32 e i feriti oltre 130, con i danni più gravi registrati nella regione di Soccsksargen e nella provincia di Davao Occidentale.
Evacuate le aree più esposte
La scossa, con epicentro in mare al largo della costa meridionale, ha provocato il crollo di diversi edifici, danni alle infrastrutture e interruzioni di corrente nelle aree colpite. Il sisma ha inoltre generato onde di tsunami fino a un metro lungo alcune zone costiere delle Filippine meridionali, spingendo il presidente Ferdinand Marcos Jr. a ordinare l'evacuazione delle aree più esposte e a sospendere le attività scolastiche nelle province interessate. Allarmi tsunami erano stati diramati anche in Indonesia, Malesia e Giappone. Nel corso della mattinata, tuttavia, l'agenzia sismologica filippina Phivolcs ha revocato l'allerta, precisando che le oscillazioni del livello del mare registrate dopo il terremoto non erano sufficienti a provocare ulteriori danni. Le operazioni di soccorso proseguono intanto nelle zone più colpite, mentre le autorità stanno verificando la presenza di eventuali dispersi sotto le macerie degli edifici crollati. Numerose repliche, alcune di forte intensità, sono state registrate nelle ore successive alla scossa principale.
Danneggiata la Notre Dame of Dadiangas University
Il terremoto avviene proprio nel giorno della riapertura delle scuole pubbliche dopo la pausa estiva. In diverse località la scossa ha interrotto le cerimonie di alzabandiera del primo giorno di lezione e oltre cento studenti hanno riportato contusioni o malori nella fuga dagli edifici. Tra le strutture danneggiate figura anche la cattolica Notre Dame of Dadiangas University, una delle principali istituzioni educative cattoliche di Mindanao. Reuters riferisce che uno degli edifici dell'università è crollato, ma al momento del sisma non vi erano persone all'interno. Lo ha confermato anche il presidente dell'ateneo, Manuel de Leon. Inoltre, una fotografia diffusa da Rappler mostra che il crollo sembra aver interessato un edificio dell'Integrated Basic Education Department (IBED) dell'università, cioè il settore che comprende scuola primaria e secondaria.
La reazione della Chiesa locale
La testata della Conferenza episcopale filippina, Catholic Bishops' Conference of the Philippines (CBCP News), ha riferito che vescovi e responsabili ecclesiali di Mindanao hanno lanciato un appello alla preghiera e alla solidarietà per le vittime del terremoto. A partire dal cardinale José Advincula, di Manila, che ha espresso profonda solidarietà alle vittime della regione, offrendo preghiere e assicurando il continuo sostegno della Chiesa. «In questi momenti difficili, possiamo trarre forza dalla nostra fede e dalla solidarietà reciproca», ha detto in un messaggio trasmesso da Radio Veritas. Anche l'arcivescovo Alberto Uy di Cebu ha invitato i fedeli a unirsi in preghiera per le persone colpite dal terremoto, sollecitando un sostegno spirituale oltre all'intervento umanitario. Nella prelatura di Isabela de Basilan, il vescovo Leo Dalmao ha disposto che le parrocchie organizzino una seconda colletta durante le messe di domenica 14 giugno, il cui ricavato sarà devoluto tramite Caritas Philippines per gli aiuti umanitari. Tra i danni registrati figurano anche quelli al Divine Mercy Shrine di Lake Sebu, dove è stata danneggiata la grande statua del Cristo.
(Ultimo aggiornamento ore 09.32, 9 giugno)
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