Una strada allagata dopo un tifone nella provincia di Camarines Sur, a sud di Manila, il 10 novembre 2025 (Afp) Una strada allagata dopo un tifone nella provincia di Camarines Sur, a sud di Manila, il 10 novembre 2025 (Afp)

Rischi climatici, Unicef: in pericolo la metà dei bambini del mondo

Sono almeno tre i fenomeni metereologici estremi a cui sono esposti 1,1 miliardi di minori a livello globale. Il Rapporto pubblicato oggi, 16 giugno, dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia mappa le condizioni che aumentano la vulnerabilità dei più indifesi

Beatrice Guarrera - Città del Vaticano

La salute, l’istruzione e la sopravvivenza di metà dei bambini del mondo sono minacciate quotidianamente da almeno tre pericoli legati a fenomeni climatici estremi. A rivelare la condizione di fragilità di 1,1 miliardi di minori a livello globale è il Rapporto sui rischi climatici per l’infanzia 2026, pubblicato oggi, martedì 16 giugno, dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef). Secondo la ricerca, oltre 4 milioni potrebbero trovarsi ad affrontare fino a sei pericoli sovrapposti, mentre nel complesso sono state mappate otto minacce climatiche più frequenti: inondazioni costiere, siccità, calore estremo, incendi, ondate di calore, inondazioni fluviali, tempeste di sabbia e polvere e tempeste tropicali. 

Pericoli combinati

Le diverse combinazioni di fenomeni hanno impatti devastanti sulle vite dei più piccoli, come nel caso della concomitanza tra siccità, caldo estremo e ondate di calore, che interessa oltre 296 milioni di bambini. Oltre 115 milioni affrontano invece simultaneamente siccità, caldo estremo e tempeste tropicali.  Per quanto riguardi i singoli fattori di rischio, quelli con maggiore incidenza sono: la siccità, a cui è esposto il 73,24 % dei bambini (di età inferiore ai 18 anni) e le ondate di calore, a cui è soggetto l’82,99 % dei più piccoli. Fra i fenomeni a rischio basso: gli incendi, le inondazioni fluviali e le inondazioni costiere, a cui sono esposti rispettivamente il 6,44%, il 5,66% e lo 0,59% dei bambini. I minori sono colpiti in modo sproporzionato dalle conseguenze dei rischi climatici, poiché i loro corpi in via di sviluppo rendono più difficile affrontare lo stress fisico e psicologico. A seguito degli shock climatici, inoltre, sono sempre più spesso vittime di sfollamento e instabilità, il che aggrava ulteriormente la loro vulnerabilità. Lo stesso avviene con altri fenomeni a catena, come la siccità che provoca insicurezza alimentare e nutrizionale. Va considerato, inoltre, che i rischi climatici hanno un impatto negativo anche sulle malattie infettive mortali, come la dengue e la malaria, e portano a incendi boschivi che inquinano l’aria.

La regione asiatica più esposta

I pericoli per i minori non sono equamente distribuiti nelle diverse aree del mondo. Un dato rivelatore emerso dal Rapporto, in questo senso, è quello che riguarda i bambini esposti al caldo estremo: la maggior parte si trova in Asia Meridionale (553 milioni), seguita da Africa Centrale e Occidentale (220 milioni) e poi da Medio Oriente e Nord Africa (50 milioni). Sulla regione asiatica, inoltre, secondo quanto dichiarato dalle Nazioni Unite e dalle agenzie meteorologiche incombe la minaccia del fenomeno meteorologico El Niño, che potrebbe causare un periodo di siccità prolungato e una riduzione delle precipitazioni che si protrarrà fino all’inizio del 2027.

Zone vulnerabili

Nella regione africana del Sahel, una delle più colpite, oltre 4 milioni di bambini affrontano la triplice minaccia di ondate di calore, caldo estremo e tempeste di sabbia e polvere. Influiscono, allo stesso tempo, anche fattori ambientali: per esempio, i bambini dei Paesi senza sbocco sul mare e fragili come la Repubblica Centrafricana o il Ciad devono affrontare rischi climatici che si sovrappongono, senza avere accesso ai servizi di base, trovandosi così in una condizione ancora più difficile. Secondo l’Unicef, tutti i bambini dei 24 piccoli Stati insulari in via di sviluppo, da Haiti a Vanuatu, sono esposti a tempeste tropicali, che possono mettere in ginocchio intere isole in un colpo solo e sovraccaricare i servizi essenziali.

Sforzi urgenti 

Non sono immuni da rischi nemmeno i Paesi a medio o alto reddito, come l’Italia, dove oltre 6 milioni di bambini sono esposti a ondate di calore prolungate e alla siccità. In Italia il 92,89% dei bambini è soggetto ad almeno 1 pericolo, il 68,32 % ad almeno 2 pericoli, il 9,86% ad almeno 3 pericoli. Eppure gli investimenti nell’adattamento climatico dimostrano, secondo il Rapporto, che le istituzioni possono fare molto per migliorare la situazione. Da lì l’appello a mettere in campo «sforzi urgenti per ridurre le emissioni di gas serra», per evitare che i rischi climatici possano diventare più frequenti e gravi, «mettendo a dura prova i bilanci e i sistemi governativi e minacciando il benessere dei bambini».

Investire nell'istruzione

L‘Unicef ha invitato, in particolare, i governi, le imprese e gli attori coinvolti a ridurre le emissioni, a proteggere i bambini attraverso misure inclusive di adattamento ai cambiamenti climatici e a consentire ai bambini e ai giovani di partecipare in modo significativo all’azione per il clima, investendo nell’istruzione in materia. «Questa analisi  — ha dichiarato Catherine Russell, direttrice generale dell’Unicef — può aiutare i governi e i responsabili politici a pianificare meglio e a investire in modo più efficace in servizi resilienti. Quando rafforziamo i sistemi sanitari e scolastici e miglioriamo le infrastrutture tenendo conto dei bambini, li proteggiamo dalle minacce climatiche odierne e contribuiamo a garantire il loro futuro». 

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16 giugno 2026, 14:46