Secondo le autorità locali, nell'attacco sono rimaste ferite almeno venti persone e sono state danneggiate anche le linee elettriche della città, lasciando senza corrente circa 140.000 residenti di Kiev. Secondo le autorità locali, nell'attacco sono rimaste ferite almeno venti persone e sono state danneggiate anche le linee elettriche della città, lasciando senza corrente circa 140.000 residenti di Kiev.  (AFP or licensors)

Ucraina, in fiamme la cattedrale della Dormizione dopo un attacco russo

Nella notte sono stati neutralizzati 50 missili e 582 droni russi lanciati contro il territorio ucraino. Dura la reazione del metropolita Epifanio, capo della Chiesa ortodossa ucraina, ma anche della Chiesa ortodossa ucraina legata al Patriarcato di Mosca, con una nota del metropolita Kliment di Nizhyn e Pryluky. L'arcivescovo Kulbokas: In preghiera "per la conversione alla verità, a Dio"

Guglielmo Gallone - Città del Vaticano

È stata gravemente danneggiata da un attacco russo la cattedrale della Dormizione del monastero di Kyiv-Pechersk Lavra, uno dei principali simboli religiosi dell'Ucraina e sito patrimonio mondiale dell'Unesco. L'incendio, divampato sul tetto dell'edificio sacro nel corso della notte, è scoppiato durante una nuova ondata di bombardamenti che ha investito la capitale e altre città del Paese. Secondo le autorità locali, nell'attacco sono rimaste ferite almeno venti persone e sono state danneggiate anche le linee elettriche della città, lasciando senza corrente circa 140.000 residenti di Kyiv.

La reazione delle Chiese locali

Un'altra immagine della cattedrale attaccata a Kyiv
Un'altra immagine della cattedrale attaccata a Kyiv

Il metropolita Epifanio, capo della Chiesa ortodossa dell’Ucraina, ha condannato l’attacco definendolo un crimine «contro l’umanità, contro la storia e contro il cristianesimo». «Le ferite della Cattedrale della Dormizione rappresentano la tragedia del popolo ucraino ferito dalla guerra», ha commentato anche il capo del Dipartimento sinodale di informazione ed educazione della Chiesa ortodossa ucraina, il metropolita Kliment di Nizhyn e Pryluky, aggiungendo: «La Chiesa ortodossa ucraina condanna fermamente l’aggressione militare russa contro l’Ucraina, che ha causato la morte di migliaia di persone e la distruzione di luoghi sacri. Dio non benedice le guerre». Una testimonianza da Kyiv è giunta ai media vaticani dal nunzio apostolico in Ucraina, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas. «I russi hanno colpito anche un simbolo molto importante», ha dichiarato Kulbokas in riferimento all’attacco contro la cattedrale della Dormizione, con un drone che ha colpito il tetto e provocato  un «grosso incendio che ha danneggiato anche la parte interna» dell’edificio. «Quando osserviamo e sentiamo le vibrazioni di queste esplosioni — ha commentato il presule —, quasi non rimane nessun’altra risposta perché di fronte ai bombardamenti c’è soltanto Dio e te, non c’è nessuna mano umana capace di intervenire. In questo senso, anche questo ennesimo bombardamento a me personalmente pone un incoraggiamento a continuare a pregare per la conversione dei responsabili di questa guerra e di ogni guerra a Dio».

La cattedrale della Dormizione

La cattedrale della Dormizione è la chiesa principale del complesso monastico di Kyiv Pechersk Lavra, noto anche come monastero delle Grotte di Kyiv. È uno dei luoghi più sacri dell'ortodossia slava orientale e uno dei simboli religiosi e culturali più importanti dell'Ucraina. La cattedrale è dedicata alla Dormizione della Madre di Dio. La costruzione iniziò nel 1073, fu completata nel 1078 e, secondo la tradizione, vi parteciparono maestranze provenienti da Costantinopoli, a testimonianza del forte legame spirituale e culturale con l'Impero bizantino. Non è la prima volta che la cattedrale viene attaccata o danneggiata, anzi nel corso della sua storia essa subì numerosi danni: il terremoto di Kyiv del 1230, l'invasione mongola di Batu Khan nel 1240, l'incursione tatara del 1482, il grande incendio del 1718. Tuttavia, l'episodio più drammatico avvenne durante la Seconda guerra mondiale. Il 3 novembre 1941 la cattedrale fu distrutta da una gigantesca esplosione che la rase quasi completamente al suolo. La responsabilità dell'esplosione è stata a lungo oggetto di controversie, ma gran parte della storiografia contemporanea la attribuisce alle operazioni di demolizione condotte dai sovietici durante la ritirata da Kyiv. Dopo il 1991, con l'indipendenza dell'Ucraina, la ricostruzione divenne un progetto nazionale. I lavori iniziarono negli anni Novanta e la cattedrale venne consacrata nel 2000. La Lavra di Kyiv, insieme alla Saint Sophia Cathedral, è iscritta dal 1990 nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. L'attacco russo di queste ore riapre peraltro il tema dei siti Unesco in luoghi di guerra, colpiti sempre più spesso negli ultimi mesi.

Un'altra notte di fuoco

Le conseguenze dell'attacco russo a Kyiv
Le conseguenze dell'attacco russo a Kyiv

Nella notte sono stati neutralizzati 50 missili e 582 droni russi lanciati contro il territorio ucraino. Lo ha riferito l'Aeronautica di Kyiv, secondo cui Mosca ha impiegato complessivamente 681 vettori aerei, tra cui 70 missili e 611 droni. L'obiettivo principale dell'offensiva era la capitale, ma attacchi hanno interessato anche Dnipro e Kharkiv. Le autorità ucraine parlano di almeno nove vittime in quella che viene descritta come una delle più intense operazioni russe delle ultime settimane. Nonostante l'attività della difesa aerea, missili e droni hanno colpito decine di località, mentre frammenti dei velivoli abbattuti sono caduti in numerose altre aree del Paese. A Kyiv i raid hanno provocato danni anche alla rete elettrica cittadina e lo stesso, ribadendo dunque la centralità delle infrastrutture energetiche nel conflitto, è avvenuto nelle aree della regione di Zaporizhzhia sotto controllo russo, dove le autorità filorusse hanno denunciato danni a diverse infrastrutture energetiche strategiche e interruzioni parziali della fornitura di elettricità.

Stallo diplomatico

Sul piano diplomatico, nelle ultime ore continuano a succedersi i contatti tra i principali attori coinvolti nel conflitto. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha avuto una conversazione telefonica di circa trenta minuti con il presidente statunitense, Donald Trump, durante la quale sarebbero stati affrontati anche i possibili sviluppi nei negoziati. Per il suo ottantesimo compleanno, Trump è stato inoltre contattato dal presidente russo, Vladimir Putin, che ha ribadito la disponibilità a incontrare il leader ucraino, invitandolo però a recarsi a Mosca.

Al via il G7 di Évian

Sono già in corso le manifestazioni contro il G7 di Évian
Sono già in corso le manifestazioni contro il G7 di Évian   (ANSA)

Da Londra è arrivato nel frattempo un nuovo segnale di pressione economica sulla Russia: le autorità britanniche hanno fermato nel canale della Manica una petroliera ritenuta parte della cosiddetta “flotta ombra” utilizzata per aggirare le sanzioni occidentali. Una decisione salutata positivamente da Zelensky, che ha chiesto all'Europa misure ancora più incisive contro le esportazioni energetiche russe. L'offensiva della notte arriva mentre a Évian prende il via il vertice del G7. La sicurezza dell'Ucraina e dell'Europa sarà uno dei temi centrali del summit e Zelensky ha già sollecitato ai leader occidentali una risposta «decisiva e sostanziale», chiedendo un rafforzamento della pressione su Mosca e un ulteriore sostegno alle capacità di difesa aerea del Paese. Circa 14.000 unità fra polizia, gendarmeria, Forze armate e operatori del settore giudiziario saranno schierate per garantire la sicurezza del G7. Il contingente più numeroso sarà quello della polizia nazionale (7.160 agenti), principalmente incaricato di proteggere i capi di Stato "dal loro arrivo sul suolo francese fino al raggiungimento della località di Evian", ha spiegato alla stampa Beatrice Brun, direttrice regionale della polizia nazionale. 

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15 giugno 2026, 09:23