Accordo Stati Uniti-Iran, stop alla guerra anche in Libano
Roberta Barbi – Città del Vaticano
“La fine immediata e permanente della guerra”, anche tra Israele e Libano: questo il punto forse più significativo dell’intesa raggiunta ieri sera poco prima di mezzanotte, dopo diversi stop and go, tra Stati Uniti e Iran, sottolineato dal viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi. L’accordo sarà sancito da una firma ufficiale prevista venerdì prossimo a Ginevra, in Svizzera, cui presenzierà il vicepresidente americano, JD Vance, ma potrebbe partecipare anche lo stesso presidente, Donald Trump. Ad annunciare per primo l’accordo, il premier pakistano, Shehbaz Sharif, mediatore tra le parti che hanno poi confermato il raggiungimento dell’intesa.
Ancora top secret il contenuto della bozza
Il contenuto della bozza in 14 punti sarà reso pubblico dopo la firma di venerdì, ma già trapelano alcune indiscrezioni: fermo immediato della ostilità anche in Libano, con Teheran che ha sostanzialmente rinunciato a rispondere agli ultimi attacchi di Israele su Beirut (3 i morti causati); rimozione del blocco navale Usa e riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni; sospensione delle sanzioni verso Teheran e scongelamento dei beni iraniani. Sembrerebbe anche che gli Usa e gli alleati si debbano impegnare in piani di ricostruzione dell’Iran per almeno 300 miliardi di dollari. Resta aperta la questione del nucleare, che andrà risolta entro 60 giorni, altrimenti - è la minaccia di Washington - riprenderanno gli attacchi americani.
Le reazioni della comunità internazionale
Una svolta per il Medio Oriente è un “passo cruciale verso una soluzione pacifica”, ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres commetando l’accordo, che nella sua forma finale sarà approvato proprio attraverso una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L'intesa tra Usa e Iran "apre la strada a negoziati più ampi sulla pace e la sicurezza in Medio Oriente. E dovrebbe porre fine ai programmi nucleari e balistici di Teheran e alle sue attività destabilizzanti nella regione", ha dichiarato invece la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Soddisfazione è stata espressa in una dichiarazione congiunta anche dai leader di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia, che promettono la revoca di alcune sanzioni verso il regime iraniano, ma ribadiscono il loro no ad armi nucleari in mano ai pasdaran.
Gli effetti sull'economia
Gli effetti della notizia sui mercati sono stati immediati: le quotazioni del petrolio hanno già perso oltre il 5%, mentre le principali borse asiatiche hanno chiuso le contrattazioni reagendo con forti rialzi sui titoli. Anche le borsee europee, come quella di Milano, hanno aperto con il segno più: lo Stoxx 600, l'indice azionario delle seicento maggiori società quotate, sale dello 0,9%, ai massimi dal 27 febbraio. Avvio brillante per Francoforte (+1,76%) e Parigi (+1,33%). Bene anche Londra (+0,76%).
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