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Il porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, l'unico che non affaccia sul Golfo Persico attrezzato per accogliere petroliere Il porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, l'unico che non affaccia sul Golfo Persico attrezzato per accogliere petroliere 

Medio Oriente, missili balistici di Teheran verso Kuwait e Bahrein. Nuovi raid di Israele in Libano

Non ci sono vittime nei due Paesi partner degli Stati Uniti colpiti nuovamente dagli attacchi iraniani, ma il Kuwait ha dichiarato di aver chiuso il proprio spazio aereo a scopo precauzionale e che 11 voli di Kuwait Airways e Jazeera Airways sono stati dirottati verso aeroporti vicini. L'Iran ha preso di mira lo scalo internazionale dopo che le forze Usa avevano distrutto 4 droni lanciati da Teheran verso Hormuz. In Libano si allontana la tregua. Diversi soldati e un paramedico uccisi nei raid

Francesco De Remigis - Città del Vaticano

Nei cieli del Medio Oriente tornano gli attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran. I pasdaran iraniani hanno lanciato missili e droni in Kuwait e Bahrein, con sirene di allarme e autorità politiche dei due Paesi costrette a rivolgere appelli alla popolazione a raggiungere posti sicuri. Washington parla di sei missili balistici intercettati, mentre secondo il Comando militare statunitense CentCom uno di questi ha semplicemente mancato il bersaglio. I pasdaran della Repubblica islamica rivendicano d’aver colpito "basi nemiche" nella regione denunciando bombardamenti americani contro siti radar in Iran, a Goruk, zona costiera meridionale del Paese, e sull'isola di Qeshm, la più grande del Golfo Persico all'ingresso dello Stretto di Hormuz particolarmente legata al settore energetico e al controllo petrolifero. Gli Stati Uniti comunicano che non ci sono vittime fra il personale Usa nell'area e che "le notizie diffuse da Teheran secondo cui è stato danneggiato il quartier generale della Quinta flotta in Bahrein sono false".

In Libano "per errore" ucciso anche un generale

Cresce la tensione anche nel Paese dei Cedri, con la netta cesura tra le intenzioni di dialogo con Israele espresse dal governo centrale di Beirut e il no delle milizie di Hezbollah ad ogni accordo di tregua con il governo Netanyahu. Dopo i diniego di Hezbollah anche il premier israeliano si è sganciato dall'ultima versione dell'accordo di cessate il fuoco, fino a quando Hezbollah non ne avrà accettato i termini, fanno sapere da Tel Aviv.  Da Teheran è giunto una sorta di ultimatum al presidente libanese, Joseph Aoun: fareste meglio a salvare il vostro Paese dal vero nemico, Israele. Così il ministro degli Esteri iraniano Aragchi in un messaggio su X rivolto al capo dello Stato del Libano.

Israele invita gli abitanti a lasciare altre cinque località

Le Forze di Difesa Israeliane hanno chiesto gli abitanti di cinque località del Libano meridionale a evacuare immediatamente in vista delle operazioni militari contro Hezbollah, proseguiti per tutta la notte e la mattinata di sabato6 giugno nelle cittadine meridionali, con bombardamenti in quasi tutti i distretti, tra cui Nabatieh, Sidone, Tiro, Jezzine Marjayoun e Bint Jbeil. L'esercito libanese non partecipa alla guerra tra Israele e il gruppo sciita libanese Hezbollah, ma negli ultimi raid israeliani anche alcuni soldati libanesi sono stati bersagliati. Israele ha ammesso di aver ucciso "per errore" un generale, un altro ufficiale e un soldato libanesi in un raid aereo su un veicolo nel sud del Paese. L'attacco, hanno detto le autorità israeliane, aveva come obiettivo Hezbollah. Secondo un comunicato dell'esercito, il veicolo e' stato individuato mentre si muoveva "in modo sospetto" vicino alla citta' di Tebnit, all'interno di quella che l'esercito definisce una "zona di combattimento attiva". Le Forze di Difesa Israeliane sono "costrette ad agire con la forza" nella zona "alla luce della presenza del gruppo terroristico Hezbollah, in violazione dell'accordo di cessate il fuoco", ha affermato il colonnello Avichay Adraee, portavoce arabo dell'esercito israeliano.

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06 giugno 2026, 08:29