Un militare ucraino nella regione di Zaporizhzhia Un militare ucraino nella regione di Zaporizhzhia 

Ucraina, ancora attacchi incrociati: colpita anche la Crimea

Le difese aeree di Kyiv hanno neutralizzato 150 dei 163 droni lanciati da Mosca. Altri otto droni non sono stati intercettati e hanno colpito sette diverse località. La più colpita è stata la regione di Chernihiv, al confine con Belarus e Russia. Da parte sua, l'Ucraina ha lanciato un attacco contro il porto di Sebastopoli, in Crimea, utilizzando sia droni che missili Storm Shadow, i vettori da crociera a lungo raggio prodotti dal consorzio franco-britannico

Davide Dionisi - Città del Vaticano

Attacchi incrociati, infrastrutture danneggiate, feriti su entrambi i fronti: è una guerra di droni e missili a lungo raggio, quella tra Russia e Ucraina con la Crimea che resta uno degli obiettivi strategici prioritari per Kyiv.

I nuovi attacchi 

Secondo quanto riportato dall’Aeronautica militare ucraina, tra il pomeriggio di ieri e questa mattina le difese aeree hanno neutralizzato 150 dei 163 droni lanciati da Mosca. Altri otto droni non sono stati intercettati e hanno colpito sette diverse località. La più colpita è stata la regione di Chernihiv, al confine fra Belarus e Russia. Da parte sua, Kyiv ha lanciato un attacco contro il porto di Sebastopoli, in Crimea, utilizzando sia droni che missili Storm Shadow, i vettori da crociera a lungo raggio prodotti dal consorzio franco-britannico. Le difese aeree russe hanno abbattuto oltre 20 droni, secondo quanto dichiarato su Telegram dal governatore della città, Mikhail Razvozhayev, che ha precisato come dai dati preliminari non risultino vittime.

Gli sforzi della Turchia

Nel complesso, secondo quanto riferito dall’agenzia Interfax citando il ministero della Difesa russo, nella notte la Russia ha abbattuto 140 droni ucraini su tutto il territorio. Nel frattempo il Consigliere presidenziale ucraino, Naryman Dzhelialov, ha fatto sapere che gli sforzi di mediazione di Ankara sono stati accolti con favore ed ha indicato la Turchia come la sede più appropriata per un eventuale negoziato: “Ha ospitato i precedenti colloqui e mantiene legami con entrambe le parti”, ha spiegato. Parallelamente al fronte diplomatico, Kyiv ha avanzato ad Ankara una proposta sul piano industriale-militare. L’Ucraina ha presentato alla Turchia un’offerta che prevede la possibile vendita, la produzione congiunta o il trasferimento di tecnologia relativa ai propri droni.

L'arsenale ucraino

La conferma di un potenziamento dell’arsenale interno è arrivata anche dal settimanale britannico "The Economist" che, citando fonti governative ucraine, ha scritto che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, avrebbe ordinato di prepararsi ad altri due o tre anni di guerra. Sul piano militare, secondo il giornale, Kyiv ritiene di aver trovato nella forza basata sui droni una formula efficace per ostacolare l’offensiva terrestre russa, colpendo le truppe di Mosca a un ritmo superiore alla loro capacità di rimpiazzo. L’Ucraina sta inoltre intensificando gli attacchi a lungo raggio contro obiettivi strategici in Russia, dagli impianti petroliferi alle fabbriche di armamenti, anche a oltre mille chilometri di distanza. Diverso lo scenario interno perché la forza lavoro è scesa da 17 milioni di persone prima della guerra a circa 12 milioni. Le difese aeree restano carenti. La crescita del Pil è prevista all’1,5%, dopo l’impatto dei blackout. Restano aperte le tensioni legate alla mobilitazione forzata, alla corruzione e alla sfiducia crescente verso le istituzioni.

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27 maggio 2026, 10:16