Cerca

DRCONGO-CONFLICT

Repubblica Democratica del Congo, le crudeltà senza fine dell'Adf sui civili

Un rapporto dettagliato diffuso da Amnesty International accusa l'Adf, gruppo armato affiliato allo cosiddetto Stato islamico, di infliggere alla popolazione dell'est continue violenze come omicidi, stragi, rapimenti e lavoro forzato. L'Onu denuncia in particolare il reclutamento dei minori: molti bambini vengono impiegati in vari ruoli, tra cui combattenti, portatori, cuochi e sentinelle

Federico Piana - Città del Vaticano

«L’8 settembre 2025 alcuni combattenti appartenenti al gruppo armato noto come Forze democratiche alleate (Adf) si sono mescolati con discrezione tra i partecipanti a una veglia funebre nel villaggio di Ntoyo, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Vestiti in abiti civili, si sono mimetizzati fino a quando non hanno improvvisamente iniziato ad attaccare le persone dopo essere stati raggiunti da combattenti in mimetica. La serie di omicidi compiuti nella notte — durante la quale i combattenti dell’Adf hanno usato martelli, asce, machete e armi da fuoco per uccidere le loro vittime — è durata ore in assenza delle forze di sicurezza. Sono state uccise più di 60 persone: si è trattato di uno degli attacchi più efferati compiuti dall’Adf nel 2025, a testimonianza della brutalità nei confronti delle comunità delle province del Nord Kivu e dell’Ituri».

Dolorose testimonianze

Il racconto, terribile e doloroso, apre un rapporto di 61 pagine pubblicato oggi da Amnesty International intitolato «Non avevo mai visto così tanti cadaveri»: crimini di guerra commessi dalle Forze democratiche alleate nella Repubblica Democratica del Congo orientale   che rappresenta una vera e propria fotografia delle macabre violenze che le Forze democratiche alleate — gruppo armato legato al cosiddetto Stato islamico — stanno infliggendo alla popolazione di gran parte delle aree dell’est del Paese africano insieme ai miliziani del Movimento 23 marzo.

Civili nel mirino

«Sebbene — si legge nel rapporto —  l’Adf prenda di mira le forze di sicurezza, negli ultimi anni il suo obiettivo principale sono stati i civili. E lo fa deliberatamente non solo per rifornirsi di cibo, medicinali e altre provviste ma anche per rappresaglia alle operazioni militari».

Ricerca minuziosa

Lo studio di Amnesty international, che si basa su una ricerca condotta tra ottobre del 2025 e febbraio del 2026 e che  include testimonianze raccolte sul campo in  città come quelle di Beni e Butembo e nei centri abitati di Oicha e Lume, denuncia la mancanza di  sicurezza che dovrebbe essere garantita dall’esercito regolare congolese. Il quale non sarebbe in grado neanche di contrastare i rapimenti a scopo di estorsione e l’utilizzo degli ostaggi per il lavoro forzato. «L'Adf ricorre sempre più spesso ai rapimenti a scopo di estorsione. Sette ex ostaggi rapiti nel 2025 hanno dichiarato che le loro famiglie hanno pagato somme comprese tra i 100 e i 10.000 dollari per ottenere il loro rilascio. Mentre altre persone sequestrate sono spesso costrette a lavorare, a fare da portatori e da guide per l’Adf. I combattenti concedono loro pochissimo da mangiare, costringendole a camminare per giorni interi con carichi molto pesanti». 

Crisi umanitaria

La violenza dell’Adf sta contribuendo ad aggravare la crisi umanitaria. «Questi attacchi hanno aumentato gli sfollamenti e compromesso servizi essenziali, compreso l’accesso al cibo, all’assistenza sanitaria e all’istruzione» ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International, aggiungendo che tutto questo mette in evidenza con molta nitidezza «quanto siano gravi l’insicurezza e le crisi sovrapposte nell’est» e sottolinea  «l’urgenza che il governo locale e la comunità internazionale intensifichino gli sforzi per proteggere la popolazione civile e assicurino alla giustizia i responsabili». 

Bambini violati

Recentemente, le Nazioni Unite hanno indicato l’Adf come uno dei principali attori impegnati nel reclutamento dei minori. Secondo il rapporto di Amnesty international, molti bambini  vengono impiegati in vari ruoli, «tra cui combattenti, portatori, cuochi e sentinelle. Molti ex rapiti e testimoni di attacchi hanno dichiarato di aver visto bambini, di età presumibilmente non superiore ai 10 anni, partecipare alle attività del gruppo».

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

06 maggio 2026, 10:41