L'Onu: accelerare gli sforzi per arrestare la perdita di biodiversità
Giada Aquilino - Città del Vaticano
La biodiversità è la «rete vivente che sostiene l’umanità»: eppure il caos climatico, l’inquinamento e lo sfruttamento incessante della natura «stanno spingendo il mondo naturale verso il collasso». È l’allarme lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, in occasione dell’odierna Giornata mondiale della biodiversità. L’esortazione è a «lavorare tutti» per arrestare e invertirne la perdita, «affinché l’uomo e la natura possano prosperare insieme».
Lavorare insieme
L’invito è anche un’assunzione di responsabilità più ampia. «I governi — aggiunge Guterres — devono dare l’esempio accelerando gli sforzi, mobilitando risorse finanziarie e colmando le lacune di capacità che ostacolano il progresso». Il tema di quest’anno, «Dalle azioni locali all’impatto globale», fa al contempo notare l’Onu, ricorda che «i grandi cambiamenti iniziano su piccola scala», a partire dalle iniziative di popolazioni indigene, comunità, donne e giovani, mondo accademico, imprese, enti sul territorio. Il successo degli sforzi per invertire la perdita di biodiversità dipende allora dal risultato dell’impegno di tali realtà «che lavorano insieme».
L'urgenza di ecosistemi sani e vitali
Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite tre quarti dell’ambiente terrestre e circa il 66% dell’ambiente marino sono stati significativamente alterati dall’attività umana. Un milione di specie vegetali e animali sono minacciate di estinzione. Attualmente, solo il 17% delle terre emerse e circa l’8% delle aree marine sono tutelate. Ma, ricorda l’Onu, nonostante tutti i progressi tecnologici, l’uomo continua a dipendere «completamente da ecosistemi sani e vitali». Di qui l’urgenza ad «agire ora».
La guerra distrugge territori e ambiente
Una sollecitazione in tal senso è venuta anche dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Matarella. Partecipando nella Tenuta di Castelporziano alle celebrazioni per la ricorrenza odierna, ha osservato come la guerra stia oggi «devastando territori e distruggendo l’ambiente in tante parti del mondo». «Quello che sembra inerme va rafforzato, perché in realtà è molto più forte di quello che pensiamo», ha sottolineato, esortando a «non consegnare ai giovani un mondo compromesso».
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