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Nigeria, rapimenti di massa Nigeria, rapimenti di massa  (ANSA)

Nigeria, almeno 50 studenti rapiti in tre diverse scuole nel nord-est

L’attacco è avvenuto ieri nello Stato del Borno da parte di uomini armati. Al momento nessuna rivendicazione. Secondo fonti governative ci sarebbero anche bambini tra i 2 e i 5 anni

Vatican News

La notizia viene rilanciata nella serata di sabato 16 maggio dai principali media internazionali, ma il fatto è accaduto ieri nel nord-est della Nigeria, più precisamente nel villaggio di Mussa, epicentro di un’insurrezione jihadista. Circa 50 bambini e ragazzi, molti piccolissimi, di età compresa tra i 2 e i 5 anni, sono stati rapiti da militanti islamisti da tre diverse scuole del villaggio. Il copione è quello di sempre: l’irruzione negli edifici da parte di uomini armati e a volto coperto, l’aggressione e poi il rapimento di massa, probabilmente a scopo di estorsione.

Numeri contrastanti

Mohammed Ali Ndume, senatore dello Stato di Borno, ha dichiarato all’AFP che, secondo un conteggio effettuato dai responsabili locali di Mussa, sarebbero state rapite effettivamente 42 persone. Un abitante, Bukar Buba, ha invece dichiarato che i bambini rapiti sono 48. Ma alcuni risultano comunque dispersi, perché non erano in classe al momento dell'aggressione e forse sono riusciti a scappare nei boschi. L'attacco di venerdì è avvenuto poco dopo la partenza dal villaggio dei soldati dell'esercito nigeriano, ha spiegato Buba, la cui figlia e nipote figurano tra le persone rapite. Secondo lui, l'esercito ha trascorso la notte setacciando i dintorni alla ricerca degli studenti, senza riuscire a ritrovare “nemmeno un solo bambino”.

La matrice islamica

Nessuno ha rivendicato il rapimento, ma nella zona sono attivi i jihadisti di Boko Haram, il gruppo islamista che si contende il controllo della regione con la sua fazione rivale, lo Stato Islamico della Provincia dell'Africa Occidentale (ISWAP). Da tempo gli Stati del nord della nazione più popolosa dell'Africa sono in preda a un'insicurezza cronica tra le bande armate, che saccheggiano i villaggi e rapiscono e terrorizzano gli abitanti, e la presenza di gruppi jihadisti, attivi principalmente nel nord-est. Alcuni testimoni, che hanno assistito agli attacchi ieri mattina a Mussa, affermano anche che i sospetti hanno usato i bambini come scudi umani mentre fuggivano in motocicletta, impedendo alle forze di sicurezza di aprire il fuoco. 

 

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16 maggio 2026, 19:09