Libano, dopo gli avvisi di evacuazione scattati nuovi raid israeliani su Tiro
Vatican News
Due ore dopo la pubblicazione dell’avviso di evacuazione per la città di Tiro e i suoi sobborghi, l’esercito israeliano (Idf) è tornato a bombardare il sud del Libano. Ad essere colpita la zona industriale di Masaken al-Chaabiyé. Secondo la stampa libanese, squadre di soccorritori sono state mobilitate dalle autorità locali per aiutare la popolazione a evacuare l’area, visto che decine di migliaia di persone risiedono ancora nella regione.
La zona cuscinetto
Le forze israeliane, che hanno compiuto altri raid aerei pure nell’area di Bint Jbeil, hanno fatto sapere di aver colpito non meglio specificati «centri di comando» di Hezbollah, i cui lanci di droni hanno fatto scattare anche oggi le sirene d’allarme nel nord d’Israele. Da parte sua, aprendo la seduta del gabinetto di sicurezza, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato che, a seguito del recente aumento degli attacchi da parte della milizia filo-iraniana, Israele sta “intensificando le proprie operazioni” nel Paese dei cedri. Le operazioni, riportano i media israeliani, sono state estese oltre quella fascia di circa dieci chilometri all'interno del territorio libanese che Israele considera una zona cuscinetto, sul modello di quella creata nella Striscia di Gaza.
Sempre più tragico il bilancio dal 2 marzo
È intanto salito a 15 morti e 16 feriti, tra cui alcuni minori, il bilancio dell’attacco dell’Idf che ha colpito ieri il quartiere di Charounieh, nella località di Burj al Shamali. Nelle stesse ore il ministero della Sanità di Beirut aveva fatto sapere che dall’inizio dei bombardamenti israeliani sul Libano, il 2 marzo scorso, sono state uccise oltre 3.200 persone e più di 9.700 sono state ferite.
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