La bandiera israeliana issata sulla fortezza medioevale di Beaufort, nel sud del Libano La bandiera israeliana issata sulla fortezza medioevale di Beaufort, nel sud del Libano  (AFP or licensors)

Libano, le forze israeliane avanzano nel sud e conquistano il castello di Beaufort

Si espandono le operazioni di terra nel sud del Paese dei cedri, nonostante la tregua formalmente in vigore dal 17 aprile. Dopo aver attraversato il fiume Litani, l'esercito d'Israele occupa una fortezza strategica risalente all'epoca delle crociate. Ancora raid con vittime nell'area di Sidone

Valerio Palombaro - Città del Vaticano

La più ampia avanzata delle forze israeliane nel territorio del Libano negli ultimi 26 anni. La presa della fortezza strategica di Beaufort, risalente all’epoca delle crociate e sito protetto dall’Unesco, segna una nuova preoccupante escalation nelle operazioni di terre israeliane nel sud del Libano. “Le nostre truppe sono tornate sulla cima di Beaufort e vi hanno nuovamente issato la bandiera israeliana", ha dichiarato stamane il ministro della Difesa, Israel Katz, confermando in un post su Telegram l’avvenuta conquista della fortezza occupata per la prima volta da Israele nella “prima guerra del Libano” (1982) fino al ritiro avvenuto nel 2000. Si tratta di una fortezza, costruita nel 1.139, che oltre al valore storico ne ha uno strategico per il controllo del sud del Libano dai suoi 700 metri di altezza sopra la valle del fiume Litani.

Evacuazione dell'area a sud del fiume Zahrani

Questo sviluppo arriva mentre l’esercito israeliano ha annunciato che l’operazione di terra contro Hezbollah "si sta estendendo ad altre aree", dopo aver attraversato il Litani. Le operazioni si sono dunque estese nelle ultime ore anche a nord del Litani con un ordine di evacuazione per l’intera area a sud del fiume Zahrani, a circa 40 chilometri dal confine con Israele. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, venerdì ha affermato che gran parte del Libano meridionale va considerato una "zona di combattimento", nonostante il cessate il fuoco teoricamente in vigore. Il primo ministro libanese, Nawaf Salam, ha accusato ieri Israele di voler “sradicare la memoria del Libano e cancellare la storia del popolo” perseguendo una "politica della terra bruciata". Salam ha affermato che i negoziati diretti con Israele non garantiscono risultati e allo stesso tempo non significano una resa per il Libano: "Attualmente sono l'opzione meno costosa", ha commentato. Un altro ciclo di colloqui è previsto per martedì a Washington.  

Sterminata una famiglia siriana

Gli scontri tra Israele e Hezbollah si verificano quasi quotidianamente nonostante il cessate il fuoco del 17 aprile.  Dall'inizio delle ostilità, gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso oltre 3.370 persone e causato lo sfollamento di più di un milione di abitanti. Parallelamente alle operazioni di terre, proseguono anche i raid israeliani nel sud del Libano. Il ministero della Salute di Beirut ha reso noto ieri che nove siriani membri di uno stesso nucleo famigliare – di cui sei erano bambini - sono rimasti uccisi in un attacco ieri nella città di Adloun, nel distretto di Sidone. Un paramedico, inoltre, è stato ucciso da un drone israeliano che ha colpito un ospedale nel villaggio di Jebchitt. Altre quattro persone sono rimaste ferite nell’attacco.

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31 maggio 2026, 09:37