Un villaggio nel Sud del Libano colpito dai raid israeliani Un villaggio nel Sud del Libano colpito dai raid israeliani 

Libano, nuovi raid di Israele. Il premier Salam: escalation senza precedenti

77 bambini morti o feriti nell’ultima settimana secondo l’allarme dell’Unicef. Intanto l’Idf lancia una nuova offensiva contro Hezbollah colpendo sette villaggi nel Sud, poi accusa la milizia sciita di aver danneggiato la chiesa ortodossa di San Giorgio nel Sud del Paese e alcuni edifici del villaggio cristiano di Marjaayoun

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

E’ il giorno dei colloqui militari diretti tra Israele e Libano per cercare di intraprendere un percorso di sicurezza e pacificazione, ma sul terreno la violenza non si placa. I raid di Israele colpiscono soprattutto il Sud  e l’Unicef lancia un nuovo allarme per i bambini: sono 77 quelli morti e feriti nell’arco di una settimana. Dopo l’incontro al Pentagono tra le delegazioni dei due Paesi, è il vicesegretario di Stato americano Elbridge Colby, a postare su X un messaggio incoraggiante: “abbiamo tenuto discussioni produttive a livello militare” afferma mentre parla di “sforzi storici” per realizzare la visione di pace del presidente americano Donald Trump. “Il Dipartimento della Guerra - prosegue il tweet - apprezza la partnership sia le Forze di difesa israeliane che con le forze armate libanesi, e sostiene la sovranità e l'integrità territoriale del Libano”.

A ferro e fuoco 7 villaggi nel Sud 

Ma se da Washington arrivano notizie rassicuranti per tutta la notte l’esercito israeliano ha messo avvisi di evacuazione per gli abitanti di sette villaggi nel Sud del Libano, annunciando l'imminente attacco contro obiettivi di Hezbollah. "Alla luce della violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf, sono costrette ad agire con decisione", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, Avichay Adraee, menzionando ancora una volta la città di Nabatieh, sotto assedio da mercoledì scorso. I raid sono iniziati alle prime ore dell’alba, 3 le vittime accertate, 10 i feriti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale libanese Nna secondo cui tutte le località sono state messe a ferro e fuoco dall'esercito di Netanyahu. Due delle vittime sono state identificate come padre e figlio, uccisi nella loro casa, nel quartiere di al-Marj ad Ansar, a nord di Tiro. Attacco aereo anche sulla strada Sharifa-Habbouch-Nabatieh, dove si segnala un'altra vittima, e sulla via che conduce all'ospedale governativo Nabih Berri a Nabatieh, con tre persone rimaste ferite. L'Nna ha  inoltre riferito che intorno alle 8,15 ora locale la città di Ansar è stata colpita da un raid che ha distrutto il centro commerciale  al-Khalil nel cuore della città, fortunatamente ancora non aperto al pubblico. Alle 09,30 è toccato alla città di Zabadini, finire sotto le bombe.

Colpita la chiesa ortodossa di San Giorgio

L'Idf ha reso noto di aver distrutto anche un lanciarazzi utilizzato a loro dire da Hezbollah per colpire il Nord di Israele durante la notte. Quattro i razzi sparati contro lo Stato ebraico dalla milizia sciita colpevole secondo di aver colpito e danneggiato la chiesa ortodossa di San Giorgio nel sud del Libano e alcuni edifici del villaggio cristiano di Marjaayoun. I miliziani filo-iraniani fanno sapere di aver respinto un’avanzata delle forze israeliane verso la periferia orientale del villaggio di Ghandouriye, nel Libano meridionale. In un comunicato ripreso dal quotidiano francofono libanese "L'Orient le Jour", Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di cinque attacchi notturni contro posizioni, insediamenti e truppe israeliane.

Allarme dell'Unicef

Dall’Unicef intanto arriva l’ennesimo allarme: in una sola settimana 77 bambini sono stati uccisi o feriti nel Paese dei Cedri, molti sono quelli rimasti orfani di almeno un genitore. Il comunicato dell’agenzia Onu per la protezione dei minori rilancia anche l’appello a cessare le ostilità e a non far pagare ai piccoli il prezzo di un conflitto che  riguarda  Israele e il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah. "I bambini devono essere protetti in ogni momento e ad ogni costo", conclude la nota di Unicef Libano.

Escalation senza precedenti

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha denunciato la "pericolosa escalation senza precedenti" di Israele nel Sud del Paese e ha chiesto un cessate il fuoco senza indugio. La politica della "terra bruciata" non porterà sicurezza, ha ammonito in un discorso televisivo. Salam ha difeso con forza la decisione di negoziare con Israele: é "la via meno costosa", ha detto

 

 

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30 maggio 2026, 12:59