Lo Stretto di Hormuz con le navi bloccate alla fonda (Reuters) Lo Stretto di Hormuz con le navi bloccate alla fonda (Reuters) 

Iran, sospesa dagli Usa l'operazione "Project Freedom" a Hormuz

Gli Stati Uniti hanno comunicato una "breve" sospensione dell'intervento nello Stretto, con l'obiettivo di "raggiungere un accordo con Teheran". La Cina, che ospita il ministro degli Esteri iraniano, chiede la fine delle ostilità e sottolinea l'urgenza del negoziato. Le parti vicine a un'intesa, dicono fonti mediatiche. Gravi le condizioni di salute della Premio Nobel Narges Mohammadi detenuta da dicembre nelle carceri dell'Iran

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

L’amministrazione Usa ha deciso di allentare — almeno per il momento — la pressione sullo Stretto di Hormuz. La Casa Bianca ieri sera ha infatti annunciato una "breve" sospensione dell’operazione “Project Freedom”, che aveva l’obiettivo di scortare le navi nel passaggio che divide l’Iran dalla Penisola arabica, dopo un solo giorno di esercizio. La mossa arriva "nel tentativo di raggiungere un accordo con Teheran per porre fine alla guerra in Medio Oriente", ha spiegato su Truth il presidente degli Stati Uniti.

Rubio: nessun Paese può controllare vie navigabili internazionali

Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, atteso a Roma per domani, quasi contestualmente era tornato in ogni caso a ribadire che "lo Stretto è una via navigabile internazionale. E il diritto internazionale è molto chiaro: nessun Paese può controllare le vie navigabili internazionali".

Media iraniani: una marcia indietro di Washington

Se il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha ringraziato l’amministrazione statunitense per "la generosa risposta alla richiesta avanzata da Islamabad e da altri Paesi fratelli, in particolare dall’Arabia Saudita", l’agenzia di stampa iraniana Tasnim legge tale mossa come una sorta di "marcia indietro" da parte di Washington.

Nello Stretto colpita una nave francese

Intanto, un’altra nave è stata colpita nelle acque dello Stretto. Si tratta della portacontainer francese San Antonio. Ad annunciarlo in un comunicato la compagnia transalpina Cma Cgm.

Pechino: stop alla guerra, proseguire i negoziati

Sul piano diplomatico, è di rilievo il viaggio intrapreso dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, a Pechino. A margine dell’incontro tra Araghchi e l’omologo cinese, Wang Yi, riportano i media internazionali, la Cina ha affermato che una cessazione completa delle ostilità è di "estrema urgenza". Si è sottolineata altresì la "fondamentale importanza" della prosecuzione dei negoziati. Infine — fa sapere ancora una nota del ministero degli Esteri di Pechino — Wang Yi ha ribadito all’omologo di Teheran che la Cina rimane "un partner strategico affidabile dell’Iran", esprimendo la speranza che le parti coinvolte nel conflitto rispondano agli appelli internazionali per garantire il passaggio sicuro attraverso Hormuz.

Axios e fonti pakistane: Iran e Usa forse vicini a un'intesa

Fonti pakistane intanto hanno confermato che Stati Uniti e Iran starebbero chiudendo un accordo su un memorandum di una pagina per mettere fine alla guerra nel Golfo, come anticipato questa mattina dal sito Axios. "Lo chiuderemo molto presto. Ci stiamo avvicinando", ha detto la fonte vicina alla mediazione, citata dall'agenzia Reuters. L'Iran starebbe pertanto esaminando la proposta inviata dagli Stati Uniti, come confermato anche da un portavoce del ministero degli Esteri alla Cnbc. 

Mohammadi, preoccupanti le sue condizioni di salute

A livello interno, continuano a preoccupare le condizioni di salute della Premio Nobel per la pace, Narges Mohammadi, detenuta in Iran da dicembre. Si trova «tra la vita e la morte» dopo il ricovero d’urgenza lo scorso fine settimana in ospedale, ha riferito la sua avvocata, Chirinne Ardakani, durante un punto stampa presso il comitato di sostegno di Mohammadi a Parigi.
 

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06 maggio 2026, 13:47