Imbarcazioni bloccate nello Stretto di Hormuz Imbarcazioni bloccate nello Stretto di Hormuz 

Iran, gli Stati Uniti tengono aperte tutte le opzioni

A 60 giorni dall'inizio delle ostilità, nell'incertezza sull'andamento dei negoziati tra Washington e Teheran, la Casa Bianca continua a valutare diversi scenari possibili. L'amministrazione Trump già parla di "guerra finita", mentre il presidente viene aggiornato sui piani per un eventuale nuovo attacco. In Libano, intanto, nonostante la proroga del cessate-il-fuoco ancora attacchi israeliani nel sud

Valerio Palombaro - Città del Vaticano

Profonda incertezza sull'andamento della guerra in Iran e sui negoziati di pace tra Washington e Teheran. Mentre i mediatori pakistani continuano a lavorare per avvicinare le parti, Stati Uniti e Iran non sembrano ancora prossimi a un’intesa per poter tenere nuovi incontri. Dopo che da Washington è stato espresso scetticismo sulla possibilità prospettata da Teheran - che nei giorni scorsi si è detta pronta a riaprire lo Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco navale statunitense, così da rinviare a un momento successivo la discussione sul nucleare - si attende per oggi una nuova proposta.

Tutte le opzioni aperte

L’amministrazione presidenziale Usa sembra voler tenere aperte tutte le opzioni. Alla Casa Bianca sta prendendo sempre più forza la tesi secondo cui la guerra in Iran sarebbe "già finita" per via del cessate-il-fuoco iniziato lo scorso 7 aprile. Un'interpretazione, quest'ultima, che permetterebbe alla presidenza di evitare di ricercare l’approvazione del Congresso di Washington per il proseguimento delle operazioni militari.  Un alto funzionario statunitense, parlando in condizione di anonimato alla Nbc, ha riferito che l’amministrazione Trump è prossima a dichiarare formalmente concluse le ostilità iniziate lo scorso 28 febbraio. Questa posizione – che arriva in coincidenza con i 60 giorni di guerra, ovvero il termine massimo entro il quale il presidente Usa può portare avanti un intervento armato senza l’autorizzazione del Congresso – si inserisce sulla scia di quanto dichiarato mercoledì in audizione al Senato dal capo del Pentagono, Pete Hegseth: "Attualmente siamo in un cessate il fuoco, il che significa dal nostro punto di vista, che il conto alla rovescia di 60 giorni è sospeso”. Diversi media statunitensi evidenziano che dichiarare le ostilità concluse è una tattica per tentare di aggirare il Congresso, un’espediente persino più drastico del sostenere, come fatto da Hegseth, che il cessate-il-fuoco in vigore fermi il conteggio dei 60 giorni.

Tensioni con i Paesi europei della Nato

Questi scenari confermano l’ipotesi che la Casa Bianca stia valutando di lanciare un nuovo attacco all’Iran. Il presidente Trump è stato informato ieri nel corso di un briefing di 45 minuti con il comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, e con il generale Dan Caine, Capo dello Stato maggiore congiunto, sui nuovi piani per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riferisce il portale Axios. "Abbiamo già vinto ma voglio vincere con un margine più ampio”, ha poi detto Trump in un'intervista alla rete Newsmax. Il presidente Usa, intanto, è tornato a minacciare di colpire i Paesi membri della Nato che non lo hanno aiutato nella guerra in Iran. Dopo la Germania, da cui Trump ha ipotizzato già nei giorni scorsi un ritiro delle truppe statunitensi, il presidente Usa ha parlato ai giornalisti di uno scenario simile anche per Spagna e Italia.

Preoccupa la chiusura di Hormuz

La chiusura dello Stretto di Hormuz, intanto, continua a preoccupare la comunità internazionale. “Le conseguenze della crisi in Medio Oriente peggiorano drammaticamente con ogni ora che passa", ha scritto su X il segretario generale dell’Onu, António Guterres, evidenziando che la chiusura di Hormuz “strangola l’economia globale”. “Ora è il momento del dialogo, di soluzioni che ci riportino indietro dal baratro e di misure che possano aprire una via verso la pace”, ha aggiunto Guterres.

Attacchi nel sud del Libano

Sul fronte libanese, intanto, proseguono gli attacchi israeliani nonostante la proroga del cessate-il-fuoco. Due persone sono state uccise e altre 10 persone sono rimaste ferite in un attacco nel sud del Paese dei cedri. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut. L'attacco è avvenuto nella città di Nabatieh al-Fawqa. Nella giornata di ieri, gli attacchi israeliani in diverse città del distretto di Nabatieh, avevano ucciso almeno 14 persone.  L'ambasciata statunitense a Beirut, intanto, ha dichiarato che il Libano “si trova a un bivio” e ha sollecitato un incontro tra il presidente libanese, Joseph Aoun, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.  

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

01 maggio 2026, 11:30