Il presidente Trump ha lasciato venerdì mattina la capitale cinese, Pechino Il presidente Trump ha lasciato venerdì mattina la capitale cinese, Pechino 

Cina-Usa, concluso il viaggio di Trump a Pechino

Secondo fonti cinesi, le parti hanno insistito su una relazione che sia fonte di "stabilità strategica costruttiva". Le intese commerciali, la questione di Hormuz e il nodo Taiwan

Guglielmo Gallone - Città del Vaticano

Stabilità strategica costruttiva: è questa la definizione emersa ieri dopo l’incontro a Pechino tra il presidente cinese, Xi Jinping, e l’omologo statunitense, Donald Trump, per «fornire un orientamento strategico per i prossimi tre anni sulle relazioni bilaterali sino-americane». Lo riferisce l’agenzia di stampa statale cinese Xinhua e si tratta di un termine che suggerisce come intendere la relazione tra le due superpotenze.

Il nuovo modo di vedere il rapporto tra Pechino e Washington

Anzitutto, essa va intesa sulla base di un modello tra «due grandi potenze uguali», cioè non all’interno di un ordine gerarchico. Poi, l’aggettivo «costruttiva» fornisce una certa dinamicità al rapporto, facendo emergere che non si tratta di una stabilità passiva in cui le due parti si limitano a testare reciprocamente le proprie linee rosse. Piuttosto, significa che entrambe le parti devono impegnarsi attivamente nella cooperazione, invece di limitarsi a una gestione passiva delle crisi. In effetti, la cornice proposta da Xi contiene quattro elementi che confermano queste due linee interpretative: «stabilità positiva con la cooperazione come elemento centrale»; «stabilità sana con una competizione moderata»; «stabilità costante con differenze gestibili»; «stabilità duratura con promesse di pace». Fondamentale l'ordine degli addendi: per  prima viene «la cooperazione come elemento centrale». Cioè, la Cina non dice che la competizione non esiste. Cerca invece di definirne preventivamente significato, portata e ritmo: la competizione è ammessa solo dopo essere stata subordinata alla stabilità e limitata dalla moderazione.

La questione commerciale e il nodo di Hormuz

Sul piano commerciale, Boeing e Cargill rappresentano i settori dove gli accordi hanno più probabilità di avanzare perché ordini di aerei commerciali e acquisti agricoli sono da tempo i «risultati facili» delle interazioni sino-americane di alto livello. Sul piano internazionale, invece, le cose appaiono più complesse. A partire dalla questione iraniana. Ieri entrambe le parti hanno concordato sull’importanza di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. Oggi la Cina ha ribadito la richiesta di riaprire lo Stretto e ha chiesto una soluzione diplomatica alla guerra. «Ora che la porta del dialogo è stata aperta, non dovrebbe essere chiusa di nuovo», ha affermato oggi il ministero degli Affari esteri cinese, aggiungendo che la soluzione dovrebbe «tenere conto delle preoccupazioni di tutte le parti sulla questione nucleare iraniana». «Le rotte marittime dovrebbero essere riaperte il prima possibile», ha affermato il ministero, che ha promesso una proposta di pace in 4 punti. Trump ha dichiarato che sia lui sia Xi desiderano la fine della guerra e che Teheran non possieda armi nucleari.

Nessuna intesa su Taiwan

 Complesso resta anche il tema dei rapporti con Taiwan. Xi ha avvertito Trump che qualsiasi gestione errata della questione Taiwan potrebbe portare a «una situazione estremamente pericolosa», sollevando uno dei punti di tensione su quello che il presidente Usa ha definito «forse il miglior vertice di sempre». «Salvaguardare la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan è il più grande terreno comune tra Cina e Stati Uniti», ha aggiunto Xi. Sempre sul piano regionale, da segnalare che questo è il primo viaggio in cui un presidente Usa arriva in Cina senza passare prima per un alleato che sia Giappone, Corea del Sud, Filippine o Australia. In mattinata, lasciando Pechino  a bordo dell’Air Force One, Trump ha affermato che i due leader hanno concluso «accordi commerciali fantastici», senza però fornire dettagli.  «Abbiamo raggiunto importanti intese comuni sul mantenimento di legami economici e commerciali stabili, sull'espansione della cooperazione pratica in vari campi e sull'affrontare in modo adeguato le reciproche preoccupazioni», ha detto Xi Jinping. 

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15 maggio 2026, 13:37