Gaza, nuovo attacco dell'Idf su un condominio: 10 morti
Vatican News
Almeno dieci persone sono rimaste uccise e diciotto ferite in un attacco israeliano che ha colpito un appartamento a Gaza City nella serata di ieri, secondo quanto riferito da Al-Arabiya. Continuano così le operazioni militari nella Striscia, nonostante il cessate-il-fuoco entrato in vigore lo scorso ottobre. Nelle ultime ore le Forze di difesa israeliane hanno peraltro annunciato di aver distrutto circa undici chilometri di tunnel attribuiti ad Hamas nell’area di Beit Hanoun, nel nord di Gaza, definita dalle Idf una delle zone di combattimento più complesse della guerra.
"Una catastrofe senza precedenti"
“Si tratta di una catastrofe sanitaria e ambientale senza precedenti”, ha commentato Caritas Jerusalem: “Dall’annuncio del cessate-il-fuoco siamo in una situazione di stallo, cercando di salvare vite con i mezzi disponibili”, ha spiegato il segretario generale Anton Asfar in un'intervista al Sir, “purtroppo Gaza ha il più alto numero di bambini amputati nella storia moderna”. I dati ufficiali e i rapporti più recenti diffusi dall'Unicef lo confermano: dall'inizio del conflitto nell'ottobre 2023 sono oltre 64.000 i bambini uccisi o gravemente feriti. L'impatto della guerra sulla popolazione minorile ha assunto proporzioni catastrofiche, delineando un quadro drammatico che tocca la quasi totalità dell'infanzia nell'area. 21.000 i bimbi morti, 45.000 quelli feriti e mutilati, 56.000 orfani e un milione di piccoli in stato di estrema necessità (assistenza umanitaria, supporto psicologico, cure mediche), praticamente l’intera popolazione di Gaza.
Danni all'ambiente e alla sanità
Particolarmente grave è la crisi dell’acqua, tra riserve potabili ormai estremamente limitate e aree marine compromesse, e di riflesso la condizione sanitaria. Nella Striscia stanno aumentando le malattie infettive, tra cui la diarrea acuta – cresciuta di 36 volte – e i casi di ittero acuto legati all’epatite A. “L’aria è sempre più inquinata, aumentano le patologie respiratorie e si liberano diossine, sostanze altamente tossiche e cancerogene”, ha denunciato il segretario generale Asfar, “la Striscia ha perso il 97% delle colture arboree, il 95% delle aree arbustive e l’82% delle colture annuali, rendendo impossibile qualsiasi produzione alimentare su larga scala. In questo contesto, oltre 500.000 persone si trovano ‘in condizioni di carestia’”. Sulla guerra è intervenuto infine il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, che in un intervento pubblicato dal quotidiano La Stampa ha definito il 7 ottobre e la guerra di Gaza “eventi spartiacque”. “Esiste una differenza tra chi esercita il potere e chi lo subisce, tra chi occupa e chi è occupato”, ha scritto il cardinale, denunciando la “deumanizzazione dell’altro” e il ritorno della forza militare come strumento principale per risolvere le contese.
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