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Operatori sanitari congolesi indossano i dispositivi di protezione contro il virus Ebola Operatori sanitari congolesi indossano i dispositivi di protezione contro il virus Ebola  (AFP or licensors)

Ebola in RD Congo, veglie funebri e assembramenti vietati nell’Ituri

Si cerca di rafforzare la risposta sanitaria all’emergenza per l’epidemia, mentre a preoccupare ora è anche l’esplosione della violenza: date alle fiamme le tende utilizzate per isolare i pazienti presso l'ospedale di Rwampara, alla periferia di Bunia. Confermate al momento 7 vittime, ma sono 750 i casi e 177 i morti sospetti. Allrme anche in Uganda

Giada Aquilino – Città del Vaticano

Rimangono vietati in Repubblica Democratica del Congo le veglie funebri e gli assembramenti con più di 50 persone: si tenta il tutto per tutto per cercare di frenare l’epidemia di Ebola in rapida diffusione nella parte nord-orientale del Paese africano, dove gli operatori sanitari fanno i conti con la mancanza di risorse e un clima sempre più infuocato, con la segnalazione di scontri e violenze, in una terra che peraltro non conosce pace da oltre un trentennio e in cui si conta quasi un milione di persone sfollate a causa del protrarsi dei conflitti armati per l’accaparramento delle risorse minerarie della zona.

Rischio molto elevato

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato che l'epidemia da virus Bundibugyo Ebola rappresenta ora un rischio «molto elevato» per il Paese — in aumento rispetto alla precedente classificazione di «alto» — anche se il pericolo di diffusione globale della malattia rimane basso. Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha fatto sapere che in Repubblica Democratica del Congo sono stati confermati 82 casi e 7 morti, ma si ritiene che l'epidemia sia «molto più estesa». Al momento, non esiste un vaccino disponibile per il virus Bundibugyo, che si è diffuso per settimane nella provincia dell’Ituri prima che venisse effettivamente confermato un primo decesso. Attualmente si contano 750 casi sospetti e 177 morti sospette.

«Stiamo cercando di recuperare il ritardo», ha dichiarato il ministro degli Affari esteri congolese Thérèse Kayikwamba Wagner, mentre la Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha reso noto che almeno tre suoi volontari sono morti a causa dell’epidemia a Mongbwalu, proprio nell’Ituri.

Violenze nelle strade

A preoccupare ora è anche l’esplosione della violenza per le strade. Ieri i manifestanti hanno dato fuoco alle tende utilizzate per isolare i pazienti presso l'ospedale di Rwampara, alla periferia del capoluogo Bunia, dopo che ai familiari e agli amici di un giovane, morto dopo essere stato dichiarato infetto, è stato impedito di portare via la salma per la sepoltura. La polizia è intervenuta sparando colpi di avvertimento nel tentativo di riprendere il controllo della situazione, mentre una emittente locale ha riferito che, in seguito alle scene di caos, diversi pazienti con casi sospetti e confermati di ebola sono fuggiti ed un operatore sanitario è rimasto ferito nella concitazione degli eventi.

I territori controllati dell’M23

La malattia è stata segnalata pure in altre due province, il Nord Kivu e il Sud Kivu, dove i ribelli M23, accusati di essere sostenuti dal Rwanda, controllano ampie parti del territorio, tra cui i capoluoghi Goma e Bukavu. Gli stessi miliziani dell’M23 hanno segnalato due casi, annunciando la creazione di una “task force” per combattere l’epidemia. Le autorità nazionali hanno invece lanciato l’allarme perché, ha spiegato il ministro Kayikwamba Wagner, «l’M23 è del tutto impreparato» a far fronte all'epidemia di febbre emorragica virale.

Nell’emergenza, la risposta del governo si scontra pure con le resistenze da parte delle comunità locali, a causa di disinformazione o pratiche mediche ritenute in contrasto con le usanze locali. Le operazioni per seppellire le presunte vittime vengono gestite, ove possibile, dalle autorità, poiché i corpi possono essere altamente contagiosi.

L’epidemia in Uganda

Venerdì le Nazioni Unite hanno dichiarato di aver stanziato 60 milioni di dollari per accelerare la risposta in Repubblica Democratica del Congo e nella regione circostante. Gli Stati Uniti hanno promesso 23 milioni di dollari di finanziamenti per le operazioni sanitarie non solo in Repubblica Democratica del Congo ma anche in Uganda, dove nel frattempo sono saliti a 5 i casi confermati di Ebola.

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23 maggio 2026, 12:47