Prosegue la campagna elettorale in attesa del voto del 31 maggio Prosegue la campagna elettorale in attesa del voto del 31 maggio  (AFP or licensors)

Colombia, i dissidenti delle Farc annunciano il cessate-il-fuoco

L’annuncio è stato diffuso dal gruppo armato guidato da Néstor Gregorio Vera Fernández, noto come “Iván Mordisco”, in vista delle elezioni del 31 maggio. Ma nelle ultime ore due membri dello staff del candidato conservatore Espriella sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco nel dipartimento di Meta

Guglielmo Gallone - Città del Vaticano

I guerriglieri dello Stato maggiore centrale (Emc), formato da ex appartenenti alle disciolte Forze armate rivoluzionare della Colombia (Farc), hanno annunciato una tregua temporanea in vista delle elezioni presidenziali del 31 maggio nel Paese sudamericano, con la sospensione degli attacchi contro le forze di sicurezza tra il 20 maggio e il 10 giugno.

La sfida della sicurezza

L’annuncio è stato diffuso dal gruppo armato guidato da Néstor Gregorio Vera Fernández, noto come “Iván Mordisco”, uno dei principali ricercati della Colombia. Nel comunicato, l’Emc afferma di voler garantire condizioni di tranquillità sufficienti affinché la popolazione possa partecipare al voto. La guerriglia precisa tuttavia che continuerà a esercitare quello che definisce il «diritto alla legittima difesa» in caso di operazioni dell’esercito colombiano, azioni delle autorità statunitensi o attacchi di altri gruppi armati illegali. La decisione arriva in un momento di forte tensione nel Paese, dove la sicurezza è tornata al centro della campagna elettorale. Nelle ultime ore due membri dello staff del candidato conservatore Abelardo de la Espriella sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco nel dipartimento di Meta, una delle aree storicamente più esposte alla presenza delle dissidenze armate. Secondo le autorità, uomini armati a bordo di motociclette hanno aperto il fuoco contro il veicolo su cui viaggiavano le vittime. Diversi candidati presidenziali hanno denunciato minacce di morte e partecipano agli eventi pubblici sotto pesanti misure di sicurezza.

Dieci anni dopo il processo di pace

A quasi dieci anni dall’accordo di pace firmato nel 2016 tra il governo colombiano e le Farc, il conflitto interno continua infatti a mutare forma senza mai scomparire del tutto. L’intesa, raggiunta dopo oltre mezzo secolo di guerra civile, aveva alimentato la speranza di una pacificazione definitiva, ma negli anni successivi il Paese ha assistito alla crescita di gruppi dissidenti, organizzazioni criminali e reti legate al narcotraffico, soprattutto nelle aree rurali dove la presenza dello Stato resta debole. L’Emc di Iván Mordisco è oggi considerato una delle più potenti organizzazioni armate nate dalla frammentazione delle ex Farc. Il gruppo mantiene una forte presenza in regioni come Cauca, Nariño, Catatumbo e nell’area amazzonica, territori segnati da coltivazioni illegali, traffici di droga e continui scontri armati. La strategia di “pace totale” promossa dal presidente Gustavo Petro incontra proprio nella frammentazione delle dissidenze uno dei suoi ostacoli principali.

Il quinto Paese al mondo per sfollati interni

Intanto continua a peggiorare anche la situazione umanitaria. Con circa sette milioni di persone costrette a lasciare le proprie case, la Colombia è oggi il quinto Paese al mondo per numero di sfollati interni. Nei primi mesi del 2025 gli sfollamenti sono aumentati del 462% rispetto all’anno precedente, mentre molte delle regioni più colpite dalla violenza continuano a vivere tra combattimenti, intimidazioni e assenza di controllo statale.

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17 maggio 2026, 10:32