Ucraina, tregua finita. Riprendono gli attacchi
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Intorno alle 3.35 di questa notte sono tornate a suonare le sirene a Kyiv per un nuovo attacco con droni da parte della Russia, che ha causato incendi in varie parti della città, mentre nella regione di Dnipro si conterebbero almeno una vittima e quattro feriti. È già finita, dunque, la tregua unilaterale indetta da Mosca per i giorni intorno alla parata del 9 maggio scorso: tregua secondo alcuni che lungo la linea del fronte sarebbe stata completamente ignorata.
Lo stallo diplomatico
Sul piano diplomatico, l’Ucraina, attraverso il capo dell’ufficio del presidente, Budanov, si dice pronta per un incontro diretto tra i due presidenti Zelensky e Putin, “a patto che Mosca sia realmente disposta a impegnarsi in colloqui”. Dall’altra parte il Cremlino afferma che “la guerra finirà solo con la vittoria della Russia”, ma al tempo stesso apre alla possibilità di trattative indicando come possibile mediatore l’ex cancelliere tedesco Schroeder, proposta che ha suscitato un certo scetticismo in Germania a causa dei noti rapporti del politico con alcune società energetiche russe. L’Unione Europea avrebbe indicato il nome di Antonio Costa, attuale presidente del Consiglio europeo.
La posizione degli Usa
Quanto agli Stati Uniti, che alcuni accusano di essere distratti dal conflitto in Medio Oriente, Zelensky dichiara di aver ricevuto conferma del loro sostegno: per loro, a detta del presidente ucraino, “porre fine a questa guerra in Europa è una priorità”, tanto che gli inviati della Casa Bianca, Witkoff e Kutchner, potrebbero tornare “molto presto” a Mosca per proseguire il dialogo. Anche il presidente americano Trump è tornato a parlare della guerra in Ucraina definendola “un tritacarne”, in riferimento alle ingenti perdite di vite umane da entrambe le parti, che solo il mese scorso si attesterebbero sulle 25mila.
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