Una manifestazione a Teheran nelle ultime ore di tensione con gli Usa Una manifestazione a Teheran nelle ultime ore di tensione con gli Usa

L’ultimatum di Trump all’Iran. Nuovi attacchi sul Libano i morti sono oltre 3mila

Ore di grande incertezza per l’esito della tregua tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano Trump ha convocato i suoi massimi consiglieri in attesa della riunione della Situation Room martedì; sullo stesso argomento anche colloquio telefonico con il premier israeliano Netanyahu. Intanto sul Libano pioggia di attacchi israeliani, da marzo 3.020 vittime. Il presidente libanese Aoun: farò il possibile per fermare la guerra

Vatican News

Il mondo attende la decisione del presidente americano, Donald Trump, sulla guerra in Iran che sembra destinata a riprendere. Nel fine settimana ha riunito nel suo golf club in Virginia i massimi consiglieri: presenti il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato Steve Witkoff; martedì sarà probabilmente convocata la riunione della Situation Room. Sull’argomento, Trump ha avuto un colloquio telefonico anche con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che nel sollecitare una decisione, si è anche detto “pronto a ogni scenario”.

Le condizioni poste dagli Usa a Teheran

Il presidente americano ha anche lanciato un ultimatum a Teheran: “Se non accettano l’accordo non ne rimarrà più nulla”, ha tuonato, riferendosi alle cinque condizioni poste dagli americani in risposta all’ultima proposta avanzata dall’Iran: no ad alcun risarcimento per i danni di guerra né allo sblocco dei beni iraniani, il trasferimento negli Usa di 400 chili di uranio arricchito, mentre in Iran sarà consentito mantenere operativa una sola struttura nucleare. Quanto al cessate-il-fuoco sui diversi fronti, sarebbe da subordinare all’avvio dei negoziati. Nessuna risposta, per ora, da parte dell’Iran.

La deroga Usa sul petrolio

In serata intanto Il Dipartimento del Tesoro americano ha annunciato una deroga di 30 giorni sul petrolio russo, al fine di consentire alle nazioni più vulnerabili di accedere temporaneamente al petrolio della Russia caricato sulle navi e bloccato nello Stretto di Hormuz. Il segretario Scott Bessent su X spiega che la deroga concederà una "maggiore flessibilità" e "aiuterà a stabilizzare il mercato del petrolio. Contribuirà inoltre a reindirizzare le forniture esistenti verso i Paesi che ne hanno maggiormente bisogno, riducendo la capacità della Cina di accumulare petrolio a prezzo scontato".

La situazione in Libano

Sul fronte libanese della guerra, nonostante il prolungamento di 45 giorni della tregua tra Libano e Israele, insistono gli attacchi israeliani che hanno causato altre 7 vittime e 15 feriti nei villaggi del sud del Paese raggiunti dall’ennesimo ordine di evacuazione. Ucciso in un attacco missilistico anche un comandante della jihad islamica. Un bilancio aggiornato del Ministero della salute libanese parla di 3.020 persone uccise negli attacchi dello Stato ebraico dall'inizio di marzo, 9.273 quelle ferite. Intanto Hezbollah ha denunciato il terzo round di colloqui a Washington definendoli “un vicolo cieco” per Beirut. Su X il presidente libanese Aoun ha dichiarato: "è mio dovere alla luce del mio incarico e delle mie responsabilità fare l'impossibile per fermare la guerra contro il Libano e la sua gente".

(Ultimo aggiornamento ore 19.00)

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18 maggio 2026, 08:40