Villaggio per la Terra, il sogno che rimette in moto il futuro
Fabio Colagrande e Eugenio Murrali - Città del Vaticano
"La sostenibilità ambientale e la custodia del creato sono impegni irrinunciabili per la sopravvivenza del genere umano": così Papa Leone XIV ricordava, nel settembre 2025, che la crisi ambientale è anche una questione spirituale e sociale. È in questa prospettiva che Roma accoglie, dal 16 al 19 aprile, l’undicesima edizione del Villaggio per la Terra, cuore delle celebrazioni italiane della Giornata Mondiale della Terra.
Promosso da Earth Day Italia e dal Movimento dei Focolari, il Villaggio torna negli spazi del Galoppatoio di Villa Borghese e della Terrazza del Pincio, con un programma che conta oltre 600 eventi gratuiti e il coinvolgimento di circa 250 organizzazioni. Un appuntamento che, negli anni, ha saputo crescere fino a diventare una delle principali esperienze internazionali legate all’Earth Day, capace di attirare centinaia di migliaia di visitatori .
Tornare a sognare, per costruire il futuro
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è racchiuso nello slogan “Torniamo a sognare”. Non una fuga dalla realtà, ma – come spiegano gli organizzatori – una presa di coscienza. Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia, sottolinea che il sogno rappresenta "uno spazio fondamentale per immaginare il futuro", oggi spesso soffocato da logiche produttive e algoritmi che orientano le scelte individuali . Secondo Sassi, l’invito rivolto soprattutto ai giovani è quello di "recuperare la capacità di sognare per costruire il futuro che desiderano davvero", sottraendosi a modelli imposti e tornando a una progettualità condivisa. In questo senso il Villaggio si presenta come uno spazio aperto, inclusivo, dove "emerge la bellezza da difendere da un’economia predatoria" . Il riconoscimento della Medaglia di Rappresentanza conferita dal Presidente della Repubblica alle celebrazioni italiane dell’Earth Day conferma il valore sociale dell’iniziativa, che – nelle parole degli organizzatori – non è solo un evento, ma "una missione che riguarda tutti" .
Un laboratorio di relazioni e partecipazione
Accanto alla dimensione culturale e ambientale, il Villaggio per la Terra si caratterizza per una forte attenzione alle relazioni. Federica Vivian, del Movimento dei Focolari, evidenzia come l’esperienza sia frutto di un cammino condiviso, nato nel 2016 sulla scia dell’enciclica Laudato si’. Vivian racconta che il contributo del Movimento consiste soprattutto nel portare "la vita concreta vissuta durante tutto l’anno", fatta di esperienze sociali, culturali e di impegno civile . Il Villaggio diventa così una sorta di "expo del bene", dove centinaia di realtà – oltre 300 – si incontrano per testimoniare che "è possibile continuare a sognare e costruire relazioni nuove". Tra gli esempi concreti citati, iniziative di inclusione come “Passi solidali”, che coinvolgono studenti universitari e migranti, o la presenza di giovani impegnati in percorsi di formazione e cittadinanza attiva. Un tessuto di esperienze che, secondo Vivian, traduce in pratica l’“amicizia sociale” richiamata da Papa Francesco e rilanciata oggi anche nel magistero di Papa Leone XIV .
Giovani e futuro, il Manifesto dei sogni
Al centro dell’edizione 2026 c’è anche il protagonismo delle nuove generazioni. Circa 150 giovani provenienti da diversi Paesi europei saranno coinvolti nella stesura del “Manifesto dei sogni”, un documento che raccoglierà visioni e proposte per il futuro, da portare nei contesti internazionali dedicati al clima . Sassi sottolinea l’importanza di questo processo come esperienza intergenerazionale: i sogni dei giovani, infatti, si intrecciano con quelli delle generazioni precedenti, dando continuità a un percorso di sviluppo civile che non può essere dato per scontato. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e da crisi globali, il Villaggio per la Terra si propone così come un luogo di resistenza culturale e civile. Un’occasione per riaffermare che i progressi costruiti negli ultimi decenni – dalle istituzioni internazionali alla cooperazione tra i popoli – non sono illusioni, ma patrimoni da custodire e rilanciare .
Tra sport, scienza e cultura, con oltre trenta discipline praticabili, il villaggio della biodiversità curato dai Carabinieri Forestali, il viale delle scienze e le 17 piazze dedicate agli Obiettivi dell’Agenda 2030, il Villaggio per la Terra si configura come una grande esperienza educativa e partecipativa, aperta a tutti. "Dobbiamo pregare per la conversione di tante persone, dentro e fuori della Chiesa, che ancora non riconoscono l’urgenza di curare la casa comune", ha affermato Papa Leone XIV presso Il Borgo Laudato Si' a Castel Gandolfo Un richiamo che trova nel Villaggio per la Terra una concreta traduzione, tra impegno, relazioni e speranza.
Un podcast "per sognare"
In occasione del Villaggio e della Giornata Mondiale della Terra, Radio Vaticana – Vatican News produrrà il podcast “La terra che sogniamo. Idee e visioni per abitare il futuro”, che racconterà i temi dell’ambiente e della sostenibilità. A partire dall’esperienza tra Villa Borghese e il Pincio, intreccerà voci e storie che mettono al centro la cura della casa comune, raccogliendo l’invito a tornare a sognare il futuro nella prospettiva del magistero di Papa Leone XIV.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui