Usa, sparatoria al Galà della stampa con Trump, arrestato l'aggressore
Cecilia Seppia – Città del Vaticano
Voleva colpire funzionari del governo, il 31enne insegnante californiano, ora in manette, che sabato sera al Galà della stampa presso l'hotel Hilton di Washington, ha aperto il fuoco sparando all’impazzata, a pochi metri dal presidente americano Donald Trump. Nel salone dove erano presenti 2.600 giornalisti è stato udito un boato, cinque, forse sei spari, da lì il panico che ha costretto i corrispondenti a nascondersi sotto i tavoli e dietro le colonne dell’edificio. Accanto al capo della Casa Bianca il vice-presidente JD Vance, l’attorney general, Todd Blanche e il capo dell'Fbi Kash Patel, subito allontanati e messi in salvo dagli agenti del Secret Service.
Arrestato l'autore
L'aggressore identificato col nome di Cole Tomas Allen, è stato colpito da un agente, mentre un altro agente durante l’operazione è rimasto ferito e portato in ospedale. Secondo quanto riferito dal Tycoon in una conferenza stampa subito dopo la sparatoria, si tratterebbe di "un lupo solitario" che aveva l’unico obiettivo di uccidere". Arrestato dalla sicurezza Allen apparirà lunedì 27 aprile in tribunale. La procuratrice di Washington, Jeanine Pirro, ha poi spiegato che l'uomo aveva con sé diverse armi tra cui un fucile a canna liscia, una pistola e alcuni coltelli.
Trump: risolvere le differenze in modo pacifico
Quella che doveva essere una festa e una celebrazione della libertà di stampa, con tutti i corrispondenti presso la Casa Bianca, a cui per la prima volta partecipava anche Trump si è invece trasformata in un incubo, nello stesso luogo, simbolo per la capitale americana, dove nel 1981 l'allora presidente Ronald Reagan rimase ferito in un tentato omicidio. Trump, che era già stato vittima di un’aggressione durante un evento per la campagna elettorale del 2024 in Pennsylvania, ha chiesto agli americani di risolvere le controversie e i motivi di scontro. "Non è la prima volta nell'ultimo paio di anni che i repubblicani vengono attaccati o uccisi. Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, i progressisti", ha detto il presidente Usa riferendosi anche all'omicidio del leader del movimento di destra Turning Point, Charlie Kirk. Allen, secondo Cbs News, avrebbe affermato che puntava a colpire "funzionari del governo" mentre il vicedirettore del Secret Service, Matthew Quinn, ha definito l'accaduto come "un tentativo di un codardo di generare una tragedia nazionale". Quinn ha aggiunto che l'aggressore "ha sottostimato le capacità di protezione del Secret Service ed è stato fermato al primo contatto". In programma anche una perquisizione dell’appartamento dell’uomo.
Solidarietà e vicinanza a Trump
Solidarietà e vicinanza a Trump sono stati espressi dai capi di stato e governo di molti Paesi, tra cui l’Italia, la Gran Bretagna, la Spagna, il Pakistan. "Sono sollevata nel sapere che Donald e Melania Trump, così come tutti i partecipanti alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, stanno bene. La violenza non ha mai posto in politica”, ha scritto su X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. “Un evento pensato per rendere omaggio alla libertà di stampa non dovrebbe mai trasformarsi in un luogo di paura", ha affermato l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas. Solidale con Trump anche il premier israeliano Netanyahu.
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