Ucraina, almeno 16 morti per i pesanti attacchi russi nella notte
Guglielmo Gallone - Città del Vaticano
Nella notte tra il 15 e il 16 aprile la Russia ha lanciato una nuova ondata di attacchi su larga scala contro l’Ucraina, colpendo diverse città con centinaia di droni e decine di missili. Il bilancio provvisorio è di almeno 16 morti e circa 100 feriti: si tratta del bombardamento più pesante dell’anno. Tra le vittime c'è anche un ragazzo di 12 anni, ucciso a Kyiv.
Le aree colpite
Proprio nella capitale ucraina sono scoppiati numerosi incendi e diversi edifici sono stati danneggiati, mentre squadre di emergenza hanno lavorato per ore tra le macerie. Colpite anche Odessa, dove sono morte nove persone e sono state danneggiate infrastrutture portuali e civili, e Dnipro, dove si registrano altre vittime e numerosi feriti. Secondo l’aeronautica ucraina, gran parte dei droni e dei missili è stata intercettata, ma una quota degli ordigni ha raggiunto i bersagli. Sempre nella notte, anche la Russia ha denunciato attacchi ucraini con droni sul proprio territorio. Nella regione di Krasnodar, nell’area del porto di Tuapse sul Mar Nero, un raid avrebbe causato la morte di due bambini e danni a edifici residenziali e strutture industriali. Sul fronte militare, Kyiv ha rivendicato un crescente impiego di robot terrestri nelle operazioni di combattimento. Secondo fonti della 3ª Brigata d’assalto, sono già state condotte oltre cento operazioni con questi sistemi, utilizzati per colpire posizioni nemiche, distruggere infrastrutture e limitare l’esposizione della fanteria. Le autorità ucraine parlano di un uso ormai sistematico di queste tecnologie, che in alcuni casi avrebbero portato anche alla resa di unità russe senza combattimento diretto.
Gli incontri a Roma del presidente Zelensky
Parallelamente all’intensificarsi degli scontri, prosegue l’attività diplomatica di Kyiv con i partner europei. Dopo le tappe in Germania e Finlandia, a Roma ieri il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha incontrato il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, con cui ha discusso della sicurezza in Ucraina e in Europa, del sostegno energetico e del percorso di adesione all’Unione europea. Nel colloquio è stata ribadita la necessità di rafforzare il sistema di protezione comune europeo e di procedere con nuovi pacchetti di aiuti e sanzioni contro Mosca. Sempre nella capitale italiana Zelensky ha avuto un confronto con il primo ministro, Giorgia Meloni, e con il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, incentrato sulla cooperazione militare e sul rafforzamento della difesa aerea ucraina. Tra i temi principali anche il cosiddetto “drone deal”, un accordo in fase di definizione che punta a sviluppare capacità congiunte nel settore dei sistemi senza pilota e della produzione militare. Le due parti hanno confermato l’intenzione di costruire un partenariato stabile e di lungo periodo. Sul piano europeo, Zelensky ha infine sottolineato i “risultati importanti” emersi dal recente incontro nel formato Ramstein, evidenziando una crescente convergenza tra i partner sulle necessità di Kiev, in particolare per quanto riguarda la difesa aerea e la produzione congiunta di armamenti. Resta centrale, ha ribadito, la rapidità nell’attuazione degli impegni presi dagli alleati. A Roma si sono svolti anche incontri sul piano umanitario. Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ha visto il gran cancelliere dell’Ordine di Malta, Riccardo Paternò di Montecupo, ringraziando per il sostegno fornito all’Ucraina, in particolare sul fronte energetico e dell’assistenza ai rifugiati.
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