Ucraina, Mosca propone una tregua il 9 maggio
Vatican News
Sembra riaprirsi, dopo diverse settimane di stallo, uno spazio per la riapertura dei negoziati finalizzati a riportare la pace in Ucraina. Il Cremlino, tramite il portavoce presidenziale, Dmitrj Peskov, ha confermato stamane la proposta di una tregua per il 9 maggio, in coincidenza con l’anniversario della “Giornata della Vittoria” che celebra la sconfitta della Germania nazista nella Seconda guerra mondiale.
Il colloquio telefonico Putin-Trump
Tale proposta è stata caldeggiata anche dal presidente statunitense, Donald Trump, che, ha avuto un lungo colloquio telefonico con l’omologo russo, Vladimir Putin. Trump, durante un successivo incontro alla Casa Bianca con l’equipaggio della missione Artemis II, ha parlato di un colloquio «molto positivo» con il leader del Cremlino: «Credo che fosse pronto (il presidente russo, n.d.r.) a un accordo già da tempo, ma qualcuno glielo ha reso difficile». «Penso che Putin voglia vedere una soluzione in Ucraina», ha aggiunto Trump, ritenendo possibile un accordo «relativamente presto». Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha intanto chiesto «dettagli» sulla proposta russa per «un cessate-il-fuoco di breve durata». «Ho dato istruzioni ai nostri rappresentanti — ha scritto il presidente ucraino sui social — di contattare il “team” del presidente degli Stati Uniti per chiarire i dettagli della proposta. L’Ucraina persegue la pace e sta facendo il lavoro diplomatico necessario per porre davvero fine a questa guerra».
Situazione ancora incerta
Da Mosca intanto arrivano segnali di ottimismo dopo il colloquio telefonico Putin-Trump: il consigliere presidenziale russo, Yuri Ushakov, parlando ai giornalisti ha affermato: «Trump crede che un accordo che porrebbe fine al conflitto in Ucraina sia ormai vicino». Mentre il ministro degli Esteri, Sergej Lavrov, ha ribadito l’interesse a riprendere i negoziati per la risoluzione del conflitto. Dagli Usa arrivano novità anche riguardo al sostegno all’Ucraina. Il Pentagono ha confermato lo sblocco di un pacchetto di aiuti militari per l’Ucraina del valore di 400 milioni di dollari, fermi da mesi per motivi burocratici. Zelensky, invece, ha annunciato «l’importante gesto di sostegno da parte degli Stati Uniti: un contributo di 100 milioni di dollari per la riparazione del “sarcofago di Chernobyl”», la struttura a protezione del sito nucleare danneggiata da un attacco russo il 14 febbraio dello scorso anno.
Almeno 20 feriti a Odessa
Ma sul terreno i combattimenti proseguono. Alcuni raid delle forze di Mosca sulla città meridionale ucraina di Odessa hanno causato il ferimento di almeno 20 persone. Secondo le autorità locali, due dei feriti sono in gravi condizioni. E le difese aeree dell’Ucraina hanno distrutto 172 droni lanciati dalla Russia la notte scorsa. Alcuni droni ucraini, secondo quanto comunicato dall’esercito di Kyiv, hanno invece colpito due elicotteri russi nell’oblast di Voronež, a oltre 150 chilometri dalla linea del fronte. E le Forze navali ucraine hanno colpito due imbarcazioni russe che presidiavano il ponte di Kerch.
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