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Una donna somala sfollata nutre il suo bambino presso l'ospedale di Daynile (Reuters) Una donna somala sfollata nutre il suo bambino presso l'ospedale di Daynile (Reuters)

Somalia, si aggrava l'emergenza alimentare a causa della guerra Usa-Iran

Mezzo milione di bambini a rischio sopravvivenza a causa della penuria di alimenti salvavita, inasprita dalle interruzioni nelle spedizioni e dall'aumento dei prezzi, conseguenze del conflitto in Medio Oriente. Nel Paese, a causa anche della persistente siccità e della riduzione degli aiuti internazionali, due terzi degli abitanti affrontano livelli di fame acuta

Beatrice Guarrera - Città del Vaticano

Latte terapeutico e pasta di arachidi: scarseggiano sempre di più in Somalia questi alimenti ricchi di nutrienti essenziali. Da essi dipende la vita o la morte di quasi mezzo milione di bambini sotto i 5 anni che soffre di malnutrizione acuta grave o deperimento, la forma di fame più pericolosa. Nel Paese già colpito dalla carestia e dai drastici tagli agli aiuti esteri, la guerra tra Stati Uniti e Iran ha aggravato l’emergenza, a causa delle interruzioni nelle spedizioni e dell’aumento dei prezzi.

Forniture razionate

La penuria di alimenti salvavita ha infatti costretto alcune cliniche di Baidoa e Mogadiscio a rifiutare bambini gravemente malnutriti e a razionare le forniture, come riporta Reuters. «Se le cure sono discontinue, i bambini rischiano di indebolirsi, sia fisicamente che mentalmente. E potrebbe non essere possibile poi riparare la situazione», ha dichiarato l’infermiere Hassan Yahye Kheyre. Secondo l’International Rescue Committee (Irc), che rifornisce la struttura dove lavora l’operatore, entro due settimane si esauriranno i 225 cartoni di pasta di arachidi rimasti. Shukri Abdulkadir, coordinatore dell’Irc in Somalia, ha affermato di aver annullato un ordine che avrebbe sfamato oltre 1.000 bambini e che era rimasto bloccato due mesi fa nel porto indiano di Mundra, ora congestionato da merci  impossibilitate ad attraccare nel Golfo. Ha quindi effettuato un ordine d’emergenza per 400 cartoni da Nairobi e sta trasferendo le provviste da Mogadiscio a Baidoa in attesa della consegna.

Costi lievitati

L’aumento dei costi di trasporto e produzione ha fatto lievitare il prezzo di una singola confezione da 55 a 200 dollari. Lo sostiene Care International, il cui ultimo ordine è sufficiente ora solo per 83 bambini anziché 300. Nel 2024, le consegne di latte terapeutico e alimenti terapeutici pronti all’uso (Rutf) dall’Europa alla Somalia richiedevano in genere 30-35 giorni, tempi che sono aumentati a 40-45 giorni nel 2025 a causa della deviazione delle navi intorno all'Africa dovuta alle minacce alla sicurezza nel Mar Rosso, fino ad arrivare ai 55-65 giorni, dopo l’inizio della guerra con l’Iran. La stima è di Mohamed Omar, responsabile Salute e Nutrizione di Azione contro la fame (Acf) a Mogadiscio. Eppure, i ricoveri di bambini gravemente malnutriti nei centri sanitari supportati da Acf, nel periodo gennaio-marzo, sono aumentati del 35% rispetto all’anno scorso.

Riduzione degli aiuti

Dopo tre stagioni delle piogge consecutive caratterizzate da siccità, infatti, si stima che oltre 6,5 milioni di persone, ovvero un terzo della popolazione somala, affrontino livelli di fame acuta. Secondo la classificazione dell’Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), oltre 2 milioni di persone si trovano ora nella fase di Emergenza, un livello prima della carestia. La Somalia ha risentito anche del drastico taglio agli aiuti degli Stati Uniti all’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), che quest’anno ha dovuto dunque ridurre in maniera consistente il supporto alla Somalia, con conseguenze drammatiche, come la chiusura di diversi presidi sanitari. Dei possibili effetti catastrofici ha parlato anche Save the Children —  che opera in Somalia dal 1951 — in un rapporto intitolato "Quando gli aiuti scompaiono, scompare anche l'infanzia". Senza finanziamenti immediati — ha denunciato l’ong — altri centri di cura chiuderanno, le catene di approvvigionamento saranno interrotte e i bambini bisognosi di cure non ne riceveranno. 

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28 aprile 2026, 15:10