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FILE PHOTO: People shop at a fresh food market in Oyingbo, Lagos

Nigeria, decine di morti e feriti per un raid su un mercato

Nello Stato di Yobe, un raid aereo compiuto dall'aviazione dell'esercito nigeriano ha colpito il mercato della città di Jilli: le vittime potrebbero essere più di un centinaio tra le quali molte donne e bambini. Secondo i vertici dell'aviazione si sarebbe trattato di un tragico errore: l'obiettivo dei militari erano i gruppi jihadisti che da tempo insanguinano gran parte della nazione africana con attentati e rapimenti. Ma uno studio rivela che questi "errori" sono ormai sempre più frequenti

Federico Piana - Città del Vaticano

La Nigeria senza pace sabato scorso è stata costretta a piangere nuovi morti. Questa volta l’eccidio di uomini, donne e bambini si è consumato nello Stato di Yobe, nel nord est del Paese africano. Un raid aereo dell’aeronautica nigeriana impegnata nel contrasto ai gruppi jihadisti rivoluzionari affiliati a Boko Haram, che dal 2009 hanno dato avvio ad una sanguinosa insurrezione armata, ha colpito il mercato della cittadina di Jilli. Drammatico ma ancora incerto il numero delle vittime. Amnesty international, che ieri insieme a diverse altre organizzazioni umanitarie ha denunciato l’avvenimento, ha contato più di 100 morti e 35 feriti mentre il calcolo di un rapporto delle Nazioni unite si è fermato a 56 morti e 14 feriti.

"Errori" frequenti

Qualunque sia il numero dei civili che hanno perso la vita in quel mercato che attrae molti commercianti dai vicini Stati di Kano e di Jigawa ma che è controllato strettamente proprio da Boko Haram, rimane tutta la tragicità del gesto: i vertici militari nigeriani, con uno scarno comunicato, si sono affrettati a confermare il raid sostenendo, però, che si sia trattato di un errore, uno scambio involontario di obiettivi. Ma non è la prima volta che l’aeronautica nigeriana colpisce civili durante le operazioni militari contro i guerriglieri: nel giugno del 2025 almeno 20 persone erano state uccise nello Stato di Zamfara mentre a febbraio dello stesso anno una decina di civili erano morti in un raid effettuato nello Stato di Katsina. Uno studio curato dall’Associated Press ha rivelato che, dal 2017 ad oggi, in “incidenti” simili hanno perso la vita più di 500 civili indicando nel mancato coordinamento tra le truppe di terra ed i mezzi aerei la principale causa di questi “errori”.

Atttacchi e rapimenti

Intanto, continuano senza sosta gli attacchi dei jihadisti e delle bande criminali a villaggi e città, sopratutto del nord: negli ultimi dieci giorni, le vittime sono state più di un centinaio. Nella diocesi di Kontagora, che comprende gli Stati di Niger e di Kebbi, c’è ancora sgomento e dolore per le stragi del periodo pasquale costate 24 morti, la distruzione della casa di un catechista cattolico e di una moschea e l’assassinio di un pastore pentecostale.

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13 aprile 2026, 13:43