Negoziati Iran-Usa ancora in stallo. Washington: abbiamo il pieno controllo di Hormuz
Roberto Paglialonga - Città del Vaticano
Mentre la diplomazia attende di capire se sarà possibile riattivare in tempi brevi il negoziato tra Usa e Iran, sotto traccia rimane una costante tensione militare. Infatti, secondo la Cnn, che cita fonti interne all’amministrazione Usa, le Forze armate statunitensi starebbero mettendo a punto piani per neutralizzare le capacità iraniane nello Stretto di Hormuz nel caso in cui dovesse saltare il cessate-il-fuoco.
La Casa Bianca: pieno controllo di Hormuz
D’altro canto, dall’amministrazione di Washington hanno fatto sapere di avere, in questo momento, il pieno controllo di Hormuz. E se la Casa Bianca ha smentito la possibilità di utilizzare l’arma atomica, puntando a "un accordo che duri", la pressione militare non scende: il Comando centrale degli Stati Uniti ha confermato ieri che la portaerei Usa George H.W. Bush sta navigando nell’Oceano Indiano, avvicinandosi così all’area del Medio Oriente. Tuttavia, secondo valutazioni interne del dipartimento della Difesa, confermate anche da fonti del Congresso che hanno parlato con «The New York Times», le scorte di armamenti — a causa della guerra in Iran — si sarebbero fortemente ridotte.
Il ministro degli Esteri iraniano atteso oggi a Islamabad
Quanto ai negoziati, "i progressi sono estremamente limitati", ha evidenziato un diplomatico pakistano ad «Al Arabiya»: l’Iran ha comunicato a Islamabad di ritenere il blocco navale ai propri porti il principale ostacolo alla ripresa dei colloqui. Nelle ultime ore, però, si segnalano alcuni movimenti. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e il suo omologo pakistano, Ishaq Dar, si sono sentiti in un colloquio telefonico per confrontarsi sul cessate-il-fuoco con gli Stati Uniti e gli ultimi sviluppi regionali. Lo ha riferito lo stesso ministero degli Esteri di Teheran, aggiungendo che Araghchi (atteso per oggi a Islamabad con una delegazione, secondo anticipazioni della Cnn) ha avuto una telefonata separata anche con il capo di stato maggiore dell'esercito pakistano, Asim Munir. Al contempo, fonti di stampa pakistane e iraniane riportano che Islamabad starebbe continuando le consultazioni per la ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Repubblica islamica. Consultazioni che si svolgono in un momento di incertezza per quanto riguarda lo svolgimento effettivo del secondo round di colloqui.
Il vertice Ue a Cipro
Nel vertice di Nicosia, a Cipro, dove sono riuniti i 27 Paesi membri per il consiglio europeo informale, l’Ue prova a ritagliarsi un ruolo nel contesto diplomatico. "Possiamo aiutare nei negoziati", ha detto al margine dei lavori l’Alta rappresentante per la Politica estera, Kaja Kallas, sottolineando che se i colloqui per porre fine alla guerra "riguarderanno solo il nucleare, senza esperti nucleari al tavolo, finiremo con un accordo più debole del Jcpoa (l’accordo sul nucleare iraniano formato nel 2015 e considerato scaduto nel 2025)". Se gli altri problemi, come "i proxies di Teheran nella regione", Hezbollah nel Libano e gli houthi nello Yemen, "non verranno affrontati", ci sarà il rischio che i problemi con l’Iran persistano.
Tensioni tra Madrid e Washington
Una polemica è scoppiata intanto tra Washington e Madrid. Secondo un’indiscrezione della Reuters, una email interna del Pentagono illustrerebbe le opzioni a disposizione degli Usa per "punire" gli alleati atlantici che, secondo Washington, non hanno fornito supporto al conflitto contro l’Iran, prendendo di mira Paesi come la Spagna, di cui nella mail si ventilerebbe anche la sospensione dalla Nato. "Ci basiamo solo su documenti ufficiali, non su email", ha ribattuto il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, aggiungendo che la posizione di Madrid è chiara: "Assoluta cooperazione con i nostri alleati, ma sempre nel quadro del diritto internazionale".
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