Mongolia, tra colori e condivisione. Il cammino dei giovani

Provare a esprimersi, raccontando di sé e scoprendo nuove identità. Un percorso di incontro con l’altro, in Mongolia: "Oltre l’orizzonte" e quasi ai confini del mondo, con i cooperanti di Col’or, ong della federazione Focsiv

Vincenzo Giardina

“È stata un'esperienza piena di felicità e di pace interiore”, confida Emma, ricordando quegli incontri. Momenti anche di silenzio, in piedi o seduti, a volte in cerchio, quasi a disegnare la circonferenza di una yurta, l'abitazione tradizionale della Mongolia. Emma ha 16 anni. Ha preso parte a un campo estivo a Khandgait, in una zona di miniere e ferrovie nella provincia del Selenge. Aveva sentito parlare degli incontri e si era incuriosita. Non aveva problemi nello studio, ma avvertiva "una mancanza di direzione e di uno scopo più profondo". Quell'esperienza ha lasciato un segno. "Sono diventata anche più paziente e aperta verso gli altri", sottolinea: "Sia con gli amici che nella vita familiare, dove ora sento legami più forti e positivi".

I giovani del campo estivo
I giovani del campo estivo

L’incontro tra i giovani

La sua voce arriva ai media vaticani attraverso Col'or, un'organizzazione con sede a Vercelli, in Piemonte. Fa parte della Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv) e nel nome richiama la vocazione a "camminare oltre l'orizzonte". Opera anche in Mongolia, a Zuunmod e Khandgait: località che, viste dall'Europa, appaiono “quasi alla fine del mondo”. L'impegno è tra i giovani, per promuovere salute e consapevolezza, in contesti di vulnerabilità segnati anche dai rischi legati all'alcol e alle sostanze stupefacenti. Si tratta di offrire spazi sicuri, di comunità, riflessione e sostegno. Nascono così gli incontri tra i ragazzi. Nelle immagini che arrivano dalla Mongolia ci sono anche bambini più piccoli, mentre fuori tarda il disgelo e nevica ancora. Il tavolo al centro è colorato da matite, cartoncini e pennarelli. Alle pareti ci sono mappe e disegni dal cuore dell’Asia, dove nel 2023 si recò in visita Papa Francesco e dove oggi cresce una giovane Chiesa.

I giovani del campo estivo
I giovani del campo estivo

Il supporto della Chiesa cattolica

I cattolici battezzati sono circa 1.500 in un Paese a maggioranza buddista, spiega in videocollegamento padre Daniele Giolitti, missionario della Consolata nella regione della capitale Ulaanbaatar. “Qui lavoriamo con una quarantina di bambini”, sottolinea: “Ogni giorno vengono per il doposcuola e anche grazie all’aiuto delle suore salesiane possono essere seguiti in attività extrascolastiche, con laboratori di musica, danza e informatica”. Le iniziative, per l’infanzia e per i ragazzi, sono realizzate con Col’or e supportate dai fondi dell'8xmille alla Chiesa cattolica. Tra le testimonianze condivise dall'ong ce n'è anche una di un'adolescente che non rivela il proprio nome. Racconta di essersi sentita sola e di aver avuto difficoltà a creare relazioni. "Mi hanno aiutato i momenti di meditazione, preghiera e soprattutto il 'tempo di condivisione'", spiega: "È quando ci si siede insieme agli altri e si parla delle proprie esperienze, provando a esprimersi, cercando un senso di appartenenza, un'identità".

I giovani del campo estivo
I giovani del campo estivo

 

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06 aprile 2026, 10:00