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Ilo, equità e trasparenza per il benessere dei lavoratori

Nella Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, Il rapporto dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro ribalta il paradigma comune sullo stress da lavoro, non si tratta di una fragilità del singolo individuo, ma del risultato di una progettazione e gestione del lavoro carente. Gianni Rosas: investire nei sistemi organizzativi

Davide Dionisi - Città del Vaticano

Lo stress, il bullismo e gli orari impossibili uccidono 840.000 lavoratori all’anno. È quanto emerge dall’ultimo rapporto mondiale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro pubblicato in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, che si celebra oggi. “I rischi psicosociali, ma anche gli altri rischi per la salute e sicurezza sul lavoro, devono essere affrontati nel contesto degli ambienti di lavoro che sono dei veri e propri sistemi caratterizzati da una serie di elementi che interagiscono tra loro” spiega Gianni Rosas, Direttore Ufficio Oil per l’Italia e San Marino.

Investire nei sistemi

“Questi rischi non sono il risultato di una fragilità individuale del lavoratore o della lavoratrice, né il prodotto di un singolo fattore. Essi devono essere compresi in relazione a come il lavoro è progettato, organizzato e governato nel suo insieme. Ecco perché per migliorare la salute psicosociale è necessario investire nei sistemi, piuttosto che intervenire sui singoli individui”. Il documento analizza i rischi su tre livelli: il lavoro in sé, la gestione e le politiche più ampie. Quale di questi livelli è oggi il più trascurato? Per Rosas “Non sono tanto i rischi di uno tre livelli ad essere più o meno trascurati, ma l’approccio alla prevenzione dei rischi in ciascun livello. L’ansia, la depressione e le altre manifestazioni di esposizione a rischi psicosociali sono spesso stigmatizzate e associate alla vita privata della lavoratrice e del lavoratore con minore attenzione alle cause legate alle caratteristiche del lavoro e delle mansioni; alle modalità di organizzazione e gestione, e alle politiche e pratiche organizzative più ampie (pe. contratti, orari di lavoro e tecnologia)”.

Le norme esistenti non bastano. Puntare sul dialogo

Quali raccomandazioni più concrete, dunque, che emergono dal rapporto per i datori di lavoro? “Il messaggio principale del rapporto è che i rischi psicosociali sono una sfida centrale ma del tutto prevenibile, con le conoscenze e strumenti per affrontarli già disponibili. Il rapporto evidenzia che gli approcci più efficaci sono quelli che affrontano direttamente i rischi psicosociali e le loro cause, integrandoli nella normativa nazionale e nelle pratiche organizzative delle imprese, anche in risposta alle sfide della digitalizzazione” risponde il Direttore Ufficio Oil per l’Italia e San Marino. “Esso sottolinea tuttavia come le norme non bastino. È essenziale il contributo e il dialogo tra i lavoratori e i loro rappresentanti e il management aziendale, attraverso processi continui di valutazione e prevenzione. Tra le priorità emergono il rafforzamento dei dati, la coerenza delle politiche per la salute e sicurezza sul lavoro e una governance aziendale più solida e partecipativa”.

Equità e trasparenza

In tutto questo, pesa la mancanza di equità e trasparenza nei processi organizzativi sulla salute psicologica dei lavoratori? “Equità e trasparenza nei processi organizzativi sono considerate fattori strutturali fondamentali per la salute psicologica” sottolinea Rosas, aggiungendo che il rapporto evidenzia che elementi come i sistemi di valutazione delle performance, le modalità di retribuzione, la gestione delle carriere e i processi decisionali incidano direttamente sul benessere dei lavoratori e delle lavoratrici, influenzando la percezione di giustizia e i livelli di stress. Esiste una relazione diretta tra processi poco chiari o percepiti come arbitrari e aumento dei rischi psicosociali, come lo squilibrio tra sforzo e ricompensa, l’insicurezza lavorativa e i conflitti organizzativi. Al contrario” conclude “contesti caratterizzati da equità e trasparenza rafforzano la fiducia, il senso di controllo e il riconoscimento, mentre la loro assenza è associata a stress cronico, demotivazione e tensioni interne. In questo senso, equità e trasparenza rappresentano leve centrali della governance organizzativa. In definitiva, migliorare la salute psicologica richiede soprattutto processi di lavoro equi, coerenti e comprensibili”.

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28 aprile 2026, 13:18