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Il ministro degli Esteri iraniano a colloquio con il premier pakistano Il ministro degli Esteri iraniano a colloquio con il premier pakistano 

L'Iran agli Usa, negoziati sul nucleare dopo la riapertura di Hormuz

La riapertura dello Stretto e la revoca del blocco statunitense alla navigazione sono la base della nuova proposta presentata da Teheran a Washington, che prevede il rinvio a una fase successiva dei negoziati sul programma atomico. In Libano intanto proseguono i raid israeliani nel sud, mentre i Pasdaran rinnovano il sostegno ad Hezbollah

Silvia Giovanrosa – Città del Vaticano

“I negoziati tra Iran e Stati Uniti possono proseguire, sono state analizzate condizioni specifiche”: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, dopo gli ultimi colloqui tenuti con i mediatori pakistani nel fine settimana. Il tutto è avvenuto in assenza dei negoziatori statunitensi, la cui partecipazione alle trattative era stata precedentemente revocata da Donald Trump. In seguito al fallimento dei colloqui in Pakistan, secondo quanto riportato dal sito d'informazione Axios, che cita una fonte anonima statunitense, lo stallo della diplomazia avrebbe portato a concentrarsi sulla questione più stringente: la navigazione nello stretto di Hormuz, che continua a causare l'aumento dei prezzi del petrolio. I nodi riguardanti l'arricchimento dell'uranio iraniano saranno da prendersi in considerazione solo in un secondo momento. Uno spacchettamento della crisi che mira a dare un immediato sollievo alla crisi energetica, e a rimandare la questione nucleare a data da destinarsi. Lo staff della Casa Bianca dovrebbe parlare nelle prossime ore di nuovi possibili passi.

Il viaggio di Araghchi in Russia

E' arrivato oggi, lunedì 27 aprile, a San Pietroburgo il ministro degli Esteri iraniano, per un incontro già fissato con il capo del Cremlino, secondo quanto riportano media iraniani. I due si concentreranno sul "coordinamento delle interazioni e sulla promozione di programmi congiunti a livello regionale e internazionale", ha dichiarato domenica l'ambasciatore di Teheran a Mosca, Kazem Jalali, in un post. Secondo la CNN, il Cremlino si è offerto di prendere in custodia l'uranio arricchito iraniano, proponendo di immagazzinarlo o riprocessarlo sul suolo russo, ma secondo alcune fonti Trump avrebbe respinto l'offerta. La Russia è l'ultima tappa del tour all'estero di Araghchi, che domenica ha incluso anche incontri con importanti mediatori in Pakistan e Oman.

La situazione in Libano

L'esercito israeliano è tornato a colpire il sud del Paese dei cedri, dopo aver ordinato l'evacuazione di sette villaggi e città a nord del fiume Litani. Il movente sarebbe la violazione del cessate il fuoco da parte di Hezbollah. Secondo i dati forniti dal ministero della Salute libanese negli ultimi attacchi sono morte 14 persone, tra queste donne e bambini, mentre 37 sono i feriti. L'esercito israeliano ha annunciato intanto la morte di un soldato di 19 anni. In una nota le Idf hanno dichiarato che gli attacchi sono in risposta alle violazioni da parte di Hezbollah dell'accordo di cessare il fuoco recentemente rinnovato tra i due Paesi. Intanto i Pasdaran, i Guardiani della rivoluzione, hanno dichiarato che il Fronte della Resistenza è più che mai coeso, dicendosi pronti a sostenere la lotta di Hezbollah in Libano. Dal 2 marzo, sono oltre 2.500 le persone che hanno perso la vita nel conflitto.

 

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27 aprile 2026, 08:59