Una manifestazione a Roma per l'inclusione di Rom e Sinti Una manifestazione a Roma per l'inclusione di Rom e Sinti

Giornata dei Rom e Sinti, un impegno comune a combattere gli stereotipi

Nell'odierna ricorrenza internazionale dell'8 aprile, le istituzioni europee ribadiscono i loro sforzi per abbattere le discriminazioni e promuovere l'inclusione sociale di tutte le persone. Per intervenire sul divario di genere e dare voce alle donne Rom, l'Università Cattolica del Sacro Cuore ha promosso un progetto che culminerà in una mostra a Milano

Beatrice Guarrera - Città del Vaticano

«Con circa 10-12 milioni di Rom che vivono in tutta Europa, di cui 6 milioni all’interno della nostra Unione, la comunità Rom è una parte preziosa della nostra identità europea condivisa. I Rom rappresentano il più grande gruppo etnico in Europa e gli individui e le organizzazioni Rom contribuiscono alla nostra vita sociale, economica, culturale e civica». È quanto dichiarato in un nota firmata dai commissari Ue Roxana Mînzatu, Hadja Lahbib e Marta Kos, diffusa in occasione della Giornata internazionale dei Rom, Sinti e camminanti, che ricorre oggi, mercoledì 8 aprile.

Continua discriminazione

«Nel celebrare il ruolo chiave dei Rom nelle nostre società — hanno aggiunto i commissari — dobbiamo anche riconoscere e condannare la continua discriminazione che i Rom affrontano in tutta Europa». I Rom si trovano, infatti, ad affrontare una persistente esclusione sociale e un accesso diseguale alle opportunità, con il 70% di loro che è a rischio povertà nell’Ue. «Questo è inaccettabile — hanno affermato Mînzatu, Lahbib e Kos —. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, l’antiziganismo e le disuguaglianze strutturali persistono. Molte famiglie rom continuano a essere colpite in modo sproporzionato da ostacoli ai servizi essenziali quali l’istruzione, l’occupazione, l’assistenza sanitaria e l’alloggio». Dunque nella nota è stata sottolineata l’importanza di affrontare queste sfide per «promuovere l’uguaglianza per la comunità Rom in tutta l’Ue».

Barriere persistenti da abbattere

Lo stesso impegno è stato ribadito dal segretario generale del Consiglio d’Europa Alain Berset, alla vigilia della Giornata internazionale dei Rom. Queste comunità continuano a subire discriminazioni, ha affermato Berset, e la loro esclusione «non è casuale», ma deriva dal persistere delle barriere nelle scuole, nell’edilizia abitativa, nel lavoro e nella vita pubblica. E quando si permette che «queste barriere persistano, le democrazie si indeboliscono, si dividono e diventano più vulnerabili all’odio e alla manipolazione». Occorre, quindi, che vengano applicati gli standard e i principi definiti dal consiglio d’Europa, per contrastare queste ingiustizie, in particolare il Nuovo patto democratico per l’Europa e la Strategia del Consiglio d’Europa per l’inclusione dei Rom e dei Sinti 2026-2030.  «Data la crescente polarizzazione politica e l’aumento dei discorsi d’odio che osserviamo oggi in molte parti del nostro continente, dobbiamo raddoppiare gli sforzi per combattere gli stereotipi e smantellare le barriere alla piena partecipazione dei Rom e dei Sinti alle nostre comunità locali e regionali», ha specificato in una nota Peter Drenth, relatore permanente sui diritti umani del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa.

Il progetto dell'Università Cattolica del Sacro Cuore

Allo stesso tempo, tanto si può fare già oggi per migliorare la vita all’interno delle stesse comunità Rom. Ne è un esempio  il progetto intitolato “Romanì. Empowering Roma Women, Improving Access to Health, and Combating Gender-Based Violence (Gbv)” e finanziato dalla Commissione europea, che ha proprio l’obiettivo di contrastare l’esclusione sociale, la discriminazione e la violenza di genere delle donne Rom. Secondo un’indagine del 2024, condotta su oltre 10.000 Rom e Traveller in 10 Paesi dell’Ue,  solo il 38% delle donne Rom e Traveller ha un lavoro retribuito, contro il 69% degli uomini, mentre meno del 6% denuncia episodi di discriminazione.

Le esperienza delle donne Rom

Il progetto, coordinato dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha coinvolto Italia, Bulgaria, Romania, con la collaborazione di Fondazione Ismu e Caritas Ambrosiana. Elemento distintivo è la metodologia utilizzata, che combina ricerca scientifica, formazione e intervento sul territorio, insieme alla valorizzazione delle esperienze e competenze delle donne Rom. A Milano, il progetto ha previsto negli spazi dell’Università Cattolica incontri di gruppo e momenti di confronto con donne Rom sui temi dell’esclusione sociale, della discriminazione e della violenza di genere. Con il supporto di una fotografa professionista, le partecipanti hanno scattato fotografie nei loro contesti di vita quotidiana. Le fotografie, diventate poi strumenti di riflessione critica e di dialogo, confluiranno in una mostra che sarà inaugurata a maggio a Milano.

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08 aprile 2026, 13:25