Giornata Mondiale della Terra: la sfida del cambiamento
Fabio Colagrande – Città del Vaticano
“Chi rapina la vostra terra delle sue risorse (…) investe in armi (…) in una spirale di destabilizzazione e di morte senza fine”. Le parole di Papa Leone XIV, pronunciate a Bamenda, in Camerun, durante il viaggio apostolico in Africa, offrono una chiave di lettura incisiva per la Giornata Mondiale della Terra. Il Papa denuncia uno “stravolgimento della creazione” e richiama a una “conversione” capace di rimettere al centro sostenibilità e fraternità. Un magistero che si colloca in continuità con quello di Papa Francesco, autore dell’enciclica Laudato si’, che inaugurò dieci anni fa il Villaggio per la Terra e di cui ricorre in questi giorni il primo anniversario della morte.
È in questo orizzonte che si possono riascoltare le voci raccolte nell’ultimo episodio del podcast “La Terra che sogniamo” di Radio Vaticana – Vatican News, dedicato al Villaggio per la Terra e al Festival Impatta/Disrupt, promossi da Earth Day Italia e dal Movimento dei Focolari a Villa Borghese, Roma, nei giorni scorsi.
Un’unica salute: ambiente, animali, esseri umani
Il legame tra ambiente e salute emerge con forza nel modello “One Health”, un modello olistico riconosciuto dall'OMS, che promuove la collaborazione tra discipline per ottimizzare la salute di persone, animali ed ecosistemi in modo sostenibile. Il professor Nicola Lacetera - ordinario presso l’Università degli Studi della Tuscia - spiega che “il miglioramento del benessere animale è […] un elemento chiave […] anche per la salute del pianeta”, perché sistemi più attenti agli animali riducono emissioni e migliorano l’equilibrio complessivo.
Sul piano concreto, Francesca Lavarini, volontaria dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA), racconta, nel contesto del Villaggio per la Terra, l’impegno per favorire l’adozione dei cani provenienti dai canili comunali di Roma: “facendoli vedere a tutti […] hanno più possibilità di essere visti e poi adottati”, mentre “sono stati adottati quasi il 60% dei cani” presentati. Un segno di come la sensibilizzazione possa tradursi in scelte responsabili.
Foreste e città: il capitale naturale da custodire
La tutela degli ecosistemi è un altro nodo cruciale. Il professor Gianluca Piovesan, docente del corso di laurea in Scienze naturali e ambientali dell’Università degli Studi della Tuscia, richiama la necessità di “protezione degli ecosistemi ancora integri” e di “ripristino degli ecosistemi degradati”, indicando nella gestione del capitale naturale una priorità strategica.
In ambito urbano, Francesco Auciello, presidente a Roma dell’associazione di volontariato ambientale Il mio amico albero, racconta l’esperienza della riforestazione partecipata: “non state innaffiando gli alberi, state innaffiando voi stessi”, sottolineando il valore educativo e comunitario del rapporto con il verde.
Microplastiche, comunicazione e creatività sostenibile
Tra le emergenze più insidiose vi è quella delle microplastiche. Rappresentano una forma insidiosa di inquinamento, derivando dalla frammentazione di plastiche più grandi o da fonti dirette come cosmetici e tessuti sintetici. Contaminano mari, fiumi, suolo e aria, alterando ecosistemi e entrando nelle catene alimentari. Il dottor Victor Corasolla Carregari, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, evidenzia che “microplastiche sono già state trovate in diversi organi umani, incluso il cervello” e che “provocano infiammazione, alterando il loro funzionamento”, aprendo interrogativi ancora in parte inesplorati.
Accanto alla ricerca scientifica, anche la comunicazione ambientale evolve. Ha partecipato al Villaggio, Max Mizzau Perczel, direttore del Pianeta Mare Film Festival di Napoli, promuove laboratori di cinema con smartphone a zero budget e basso impatto ambientale per giovani tra i 18 e i 29 anni. L’obiettivo è stimolare un uso creativo del telefono per raccontare il rapporto con natura, mare e cambiamenti climatici attraverso storie e buone pratiche. Anche con mezzi semplici, spiega, si può “sognare” e fare cinema, come dimostrano i corti premiati all’Earth Day 2026. Tema comune tra i giovani autori è la consapevolezza ambientale: se “il mare ha la febbre, il mondo ha la febbre”, e va raccontato per capirlo.
Sostenibilità sociale, arte e inclusione
La sostenibilità non è solo ambientale ma anche sociale. Il dottor Domenico Lucatelli - Angelini Pharma - mette in luce come “i numeri delle patologie mentali siano in costante crescita”, con implicazioni economiche e sociali rilevanti, indicando nella inclusione e nel recupero del capitale umano una condizione essenziale per uno sviluppo sostenibile.
Un approccio integrato emerge anche nell’esperienza di Carbon Carpet. Rita Salimbeni, giornalista ambientale e docente di diritto ed economia e cofondatrice del progetto, insieme all’architetto e fashion designer Barbara Annunziata e a Florindo Ruta, presidente dell’associazione Etica e Autismo, propongono un modello che unisce ambiente e sociale: “recuperare materia per recuperare umanità”, mentre “l’arte è un veicolo […] per esprimere emozioni” anche per persone con difficoltà comunicative.
Energia e responsabilità: cambiare mentalità
Il tema energetico resta decisivo per il futuro del pianeta. Il professor Vanni Resta, Sapienza Università di Roma, sottolinea che “è sempre più importante pensare alle energie alternative”, ricordando l’impatto delle emissioni legate ai conflitti e concludendo con un’affermazione netta: «il Green è il nostro futuro, punto».
Dalle foreste alle città, dalla salute mentale alle tecnologie, dalle microplastiche all’energia, emerge un quadro complesso ma coerente: la crisi ambientale attraversa ogni dimensione della vita umana. E proprio per questo, come ricorda Papa Leone XIV, va tenuto a mente che “siamo una sola famiglia e abitiamo la stessa casa”. Una consapevolezza che, nella Giornata Mondiale della Terra, diventa responsabilità condivisa e impegno concreto per il futuro.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui