Bulgaria, la vittoria alle elezioni di Rumen Radev
Davide Dionisi - Città del Vaticano
Ha ottenuto il 44,58% dei voti, assicurando una maggioranza assoluta alla sua coalizione “Bulgaria Progressista”. Rumen Radev, ex generale dell’aeronautica militare, 62 anni, ha vinto la sua scommessa, arrivando in testa alle elezioni legislative. Il suo piano di governo ha conquistato in larga misura l’elettorato. A “Bulgaria Progressista” andranno almeno 132 seggi nel Parlamento, che ne conta 240.
Cavalcando l'onda della frustrazione
A capo dello Stato tra il 2017 e il 2026, Radev si era dimesso dalla presidenza a gennaio per candidarsi alle elezioni parlamentari, dopo che le proteste di massa avevano costretto il precedente governo a dimettersi a dicembre. Ha cavalcato l’onda della frustrazione causata dall’instabilità politica in questa nazione balcanica di 6,5 milioni di abitanti, dove gli elettori sono stanchi della corruzione e dei partiti storici che hanno dominato la scena per decenni.
Un risultato storico
Quello di Radev è un risultato storico che supera di gran lunga i conservatori (Gerb) dell’ex primo ministro Bojko Borisov, che guidavano il precedente governo, e i liberali del Pp-Db, che registrano rispettivamente il 13,01% e il 14,26%. L’affluenza, superiore al 50% è la più alta dal 2021. Il risultato, superiore alle previsioni dei sondaggi, è uno dei migliori ottenuti da un singolo partito e potrebbe porre fine all’instabilità che ha portato a otto elezioni in cinque anni. “La Bulgaria si impegnerà a proseguire il proprio percorso europeo ma, credetemi, una Bulgaria forte e un’Europa forte hanno bisogno di spirito critico e pragmatismo” ha fatto sapere. “L’Europa è stata vittima della propria ambizione di essere un leader morale in un mondo governato da nuove regole”. Boïko Borissov si è “congratulato” con Radev, respingendo però l’idea di una novità: “Vincere le elezioni è una cosa, governare è un’altra”.
La Bulgaria oggi
La Bulgaria ha conosciuto un rapido sviluppo dalla caduta del comunismo nel 1989 ed è entrata nell’Unione Europea nel 2007. L’aspettativa di vita è aumentata notevolmente, la disoccupazione è la più bassa dell’Ue e l’economia gode di maggiori garanzie dall’adozione dell’euro. Il Paese resta però in ritardo rispetto agli altri Stati membri sotto diversi aspetti. Il costo della vita è diventato un tema particolarmente delicato da quando è stata adottata la moneta unica. Il precedente governo era caduto a seguito delle proteste contro un nuovo bilancio che prevedeva aumenti delle imposte e dei contributi previdenziali. L’ultima crisi è scoppiata a dicembre, quando le proteste di massa contro il governo, accusato di corruzione e collusioni con ambienti mafiosi, costrinsero il premier Rossen Zhelyazkov e il suo governo a lasciare. Esponente del partito conservatore Gerb, Zhelyazkov guidava una coalizione con Socialisti e Populisti dell’Itn (Ima takăv narod). Il 19 gennaio scorso poi, il presidente della Repubblica, Rumen Radev, ha annunciato le sue dimissioni, sostituito dalla sua vice, Iliana Iotova. Il trionfatore delle elezioni si è dichiarato pronto a “distruggere il modello oligarchico e combattere la mafia infiltratasi in tutti i livelli di governo del Paese”
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