La Bulgaria si prepara alle elezioni parlamentari La Bulgaria si prepara alle elezioni parlamentari  (REUTERS)

La Bulgaria al voto per superare la crisi politica prolungata

Urne aperte nel Paese dell'Europa orientale per le ottave elezioni in cinque anni. Sfida serrata per formare un governo in grado di riportare la stabilità

Andrea Walton - Città del Vaticano

Urne aperte in Bulgaria per le elezioni parlamentari di domenica 19 aprile, un appuntamento cruciale che influirà in maniera significativa sul futuro della nazione dell’Europa orientale. Sofia è in balia di una grave crisi politica dal 2021 e negli ultimi cinque anni si sono svolti ben sette scrutini per tentare di sbrogliare l’ingarbugliata matassa politica. Nessuna elezione è riuscita a produrre un governo stabile e gli esecutivi, a cui hanno preso parte movimenti conservatori, progressisti e centristi, si sono alternati velocemente per poi collassare in seguito a rivalità interne oppure a dimostrazioni popolari. 

La caduta dell'ultimo governo

Le consultazioni più recenti, svoltesi nell’ottobre 2024, avevano dato vita ad un governo di minoranza guidato dal primo ministro Rosen Zhelyazkov e formato dai conservatori del partito Gerb, dall’alleanza progressista guidata dal Partito socialista bulgaro e da una formazione populista. L’esecutivo era stato formato con l’obiettivo di garantire l’ingresso della Bulgaria nell’Eurozona, previsto e poi avvenuto nel luglio 2025, ma non è sopravvissuto a settimane di proteste popolari contro le politiche economiche governative e contro la corruzione svoltesi nel dicembre 2025. 

Lotta alla corruzione

L’insoddisfazione della popolazione nei confronti della corruzione presente nel Paese era stata la miccia che, nel 2021, aveva dato vita a massicce dimostrazioni popolari che avevano determinato la caduta dell’ex premier Boyko Borisov, esponente del Gerb, ed aperto la lunga fase di crisi della politica nazionale. Il partito Gerb è giunto al primo posto in tutte le consultazioni svoltesi negli ultimi cinque anni ma non ha mai ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi ed il sistema elettorale proporzionale ha costantemente dato vita ad un quadro incerto con coalizioni instabili. La situazione, secondo quanto evidenziato dai sondaggi, potrebbe essere soggetta a mutamenti in occasione del voto del 19 aprile. 

Il partito dell'ex presidente

L’ex presidente della Repubblica Rumen Radev, dimessosi lo scorso gennaio per poter prendere parte agli scrutini, ha fondato un partito politico, denominato Bulgaria progressista, che ha guadagnato ampi consensi ed è al primo posto nelle intenzioni di voto. Radev, eletto una prima volta presidente nel 2016 e riconfermato nel 2021, è uno degli uomini politici più popolari della nazione ed ha esercitato un’influenza significativa durante la lunga crisi politica. La media più recente delle rilevazioni demoscopiche, pubblicata sul portale Politico, evidenzia come Bulgaria progressista sia stimato al 30 per cento dei consensi, seguito da Gerb al 21 per cento, dalla coalizione europeista Continuiamo il cambiamento-Bulgaria democratica al 12 per cento, dai centristi del Movimento per i diritti e le libertà con il 10 per cento dei voti, dalla destra radicale di Revival stimata al 7 per cento e da una serie di partiti minori. 

Gli elettori disillusi

Nel giro di pochi mesi, senza un vero e proprio programma ufficiale, il partito di Radev si è imposto al centro dello scenario politico ed ha svuotato il bacino elettorale di importanti formazioni, come il Partito socialista ed i populisti di Itn, che nel recente passato erano state l’ago della bilancia della politica nazionale e che ora rischiano di non superare la soglia di sbarramento del 4 per cento per entrare in Parlamento. Bulgaria progressista si caratterizza per le posizioni nazionaliste, per lo scetticismo nei confronti della recente adozione dell’euro, per la volontà di lottare contro la corruzione e per un moderato euroscetticismo che, però, non mette in discussione il percorso di integrazione di Sofia a Bruxelles. Il partito si schiera in favore delle classi più deboli e di chi vive ai margini della società, ma bisognerà vedere se riuscirà a mobilitare un numero sufficiente di elettori per confermare i sondaggi. L’ascesa del movimento dovrebbe contribuire a semplificare il quadro politico riducendo il numero dei partiti in Parlamento dagli attuali nove a cinque ma l’esito finale del voto sarà determinato anche dal tasso di affluenza elettorale, incerto perché molti bulgari sono disillusi dalla lunga crisi politica e dall’instabilità.  

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19 aprile 2026, 09:11