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Un aereo militare statunitense nella base britannica di Fairford Un aereo militare statunitense nella base britannica di Fairford  (AFP or Licensors)

Sipri, le spese militari globali raggiungono la cifra record di 2.887 miliardi

Il riarmo dei Paesi europei della Nato contribuisce alla tendenza mondiale di crescita, complice il proseguimento del conflitto ucraino e il disimpegno degli Usa nel Vecchio Continente. Più soldi per gli armamenti anche in Asia

Valerio Palombaro - Città del Vaticano

La spesa militare mondiale è cresciuta ancora nel 2025 arrivando a sfiorare i 2.900 miliardi di dollari. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Istituto internazionale di ricerca per la pace di Stoccolma (Sipri), che certifica l’undicesimo anno consecutivo di crescita nel contesto globale segnato dal proliferare di conflitti e tensioni. Le spese militari mondiali sono aumentate del 2,9% su base annua, passando dai 2.718 miliardi di dollari del 2024 ai 2.887 miliardi di dollari dello scorso anno. Come quota del Pil, le spese militari hanno raggiunto una media del 2,5 per cento: il livello più alto dal 2009. 

Dagli Usa un calo solo temporaneo

Stati Uniti, Cina e Russia si confermano i tre Paesi che spendono più nel settore e hanno raggiunto complessivamente i 1.480 miliardi di dollari, pari al 51% del totale globale. Washington ha speso 954 miliardi di dollari, ossia il 7,5% in meno rispetto al 2024, principalmente perché non ha approvato nuovi pacchetti finanziari di assistenza militare all’Ucraina nel 2025. Questa flessione appare tuttavia destinata a essere solo temporanea, considerando che il Congresso Usa ha approvato spese superiori a 1.000 miliardi di dollari per il 2026 e che queste potrebbero raggiungere i 1.500 miliardi di dollari nel 2027 se verrà approvata la nuova proposta di bilancio dell’amministrazione presidenziale di Washington.

L'Europa traina l'aumento

A trainare la crescita delle spese militari globali nel 2025 è stata in ogni caso l’Europa. Il Vecchio Continente ha speso lo scorso anno 864 miliardi di dollari, segnando un aumento del 14% su base annua. Nel quarto anno di guerra in Ucraina, le spese di Mosca e Kyiv hanno continuato a crescere, mentre i piani di riarmo dei Paesi europei della Nato hanno portato alla crescita annua più marcata della spesa nell’Europa centrale e occidentale dalla fine della Guerra Fredda. A pesare, quindi, sono il proseguimento della guerra in Ucraina e il disimpegno degli Stati Uniti nei confronti dell’Europa.
Le spese della Russia sono aumentate del 5,9% per raggiungere 190 miliardi di dollari, ossia il 7,5% del Pil. Mentre l’Ucraina ha aumentato le sue spese del 20% per raggiungere 84,1 miliardi di dollari, ossia il 40% del Pil.
La Germania figura nel 2025 come quarto Paese al mondo per spese militari, con un considerevole aumento del 24% su base annua. Il rapporto segnala inoltre che la Spagna ha raddoppiato le sue spese militari, superando la quota del 2% del Pil per la prima volta dal 1994. «La spesa militare dei membri europei della Nato è aumentata più rapidamente che in qualsiasi altro momento dal 1953, riflettendo la continua ricerca dell’autosufficienza europea e la crescente pressione da parte degli Stati Uniti per rafforzare la condivisione degli oneri all’interno dell’Alleanza atlantica», osserva la ricercatrice del Sipri Jade Guiberteau Ricard. 

Il resto del mondo

Altra regione in cui sono aumentate le spese militari è l’Asia-Oceania, dove c’è stata una crescita dell’8,5%, pari al più forte aumento dal 2009. Mentre la Cina ha aumentato le sue spese militari per il trentunesimo anno consecutivo, diversi Paesi della regione hanno contribuito alla tendenza di crescita: dal + 9,7 per cento del Giappone, al 8,9 per cento dell’India, ed al + 11 per cento del Pakistan. 
Per quanto riguarda il Medio Oriente, nel 2025 la spesa militare è stata sostanzialmente la stessa dell’anno precedente. La spesa di Israele è diminuita del 4,9%, attestandosi a 48,3 miliardi di dollari, a seguito della riduzione dell’intensità del conflitto a Gaza. Ma la spesa militare israeliana è rimasta superiore del 97% rispetto al 2022. Anche l'Iran ha fatto registrare un calo per il secondo anno consecutivo, diminuendo la spesa del 5,6% a 7,4 miliardi di dollari nel 2025. «Nonostante i recenti conflitti, la spesa militare iraniana è diminuita in termini reali a causa delle difficoltà economiche», afferma Zubaida Karim, ricercatrice del programma spesa militare e produzione armi del Sipri, osservando tuttavia che le cifre ufficiali potrebbero sottostimare il livello reale dei soldi utilizzati per la produzione di droni e missili.
Africa e America Latina, infine, contribuiscono indubbiamente meno alle spese globali per armamenti. Ma anche qui la tendenza è di aumento. Nel continente africano, in particolare, la Nigeria ha aumentato le sue spese del 55 per cento nell’ambito degli sforzi per contrastare il dilagante estremismo.  

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27 aprile 2026, 11:40