Gli Usa sequestrano nave iraniana a Hormuz, Teheran: è pirateria
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Intercettata mentre attraversava il Golfo dell’Oman diretta al porto iraniano di Bandar Abbas, la nave cargo Touska, battente bandiera dell’Iran, sarebbe stata più volte avvertita che stava forzando il blocco navale in vigore ma non avrebbe risposto. Così, la Marina degli Stati Uniti ha sparato un colpo e ha poi proceduto assumendo il pieno controllo dell’imbarcazione. L'episodio è stato spiegato dal presidente americano Donald Trump sui social. Immediata la replica di Teheran che parla di “atto di pirateria” contro il quale si riserva di reagire e grida alla violazione del cessate il fuoco in vigore tra i due Paesi fino alla fine di questa settimana.
La difficile ripresa dei colloqui a Islamabad
L’episodio è avvenuto mentre oggi si prevedeva la ripresa dei negoziati in Pakistan, con l’invito di Washington all’Iran a raggiungere un accordo per evitare nuovi attacchi contro infrastrutture energetiche. Teheran ha fatto sapere che parteciperà solo in caso di “segnali positivi” e comunicato che “non tratterà a tutti i costi" né accetterà "l'approccio praticato dalla controparte", dichiarandosi però al tempo stessa aperta alla possibilità di incontro “forse domani o dopodomani”.
L’allarme dell’Oms
Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità, in un rapporto con dati aggiornati al 15 aprile, mette in guardia sulle ricadute che la guerra in Medio Oriente ha su milioni di persone: in Iran sono circa tre milioni e 200.000 gli sfollati; in Libano oltre un milione, ma nel paese dei Cedri si contano anche quasi 7.000 feriti e più di 2.000 morti. Il report passa poi in rassegna le conseguenze sanitarie, dalle ricadute sulle attività ospedaliere, con carenza di fornitura di medicinali e carenza di carburante, e i rischi radiologici, nucleari e chimici a lungo termine sulla popolazione.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui