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La gioia degli sfollati libanesi per il cessate il fuoco La gioia degli sfollati libanesi per il cessate il fuoco

Entrata in vigore la tregua di 10 giorni tra Israele e Libano

È scattato alle 23 di ieri sera, ora italiana, il cessate il fuoco di dieci giorni, implicitamente accettato dalla milizia sciita di Hezbollah. L’annuncio è stato dato dal presidente statunitense Trump, secondo il quale sarebbe più vicino anche l’accordo tra Stati Uniti e Iran che si sarebbe detto disponibile a consegnare l’uranio arricchito

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Dieci giorni di cessate il fuoco tra l’esercito israeliano e il Libano, per favorire gli accordi di pace tra Stati Uniti e Iran: si tratta di una svolta storica per la regione, quella annunciata ieri sera dal presidente statunitense, Donald Trump, il quale si augura che “Hezbollah si comporti bene”.  Il cessate il fuoco, infatti, è stato soltanto riconosciuto dalla milizia sciita che non vi ha aderito esplicitamente, riservandosi di agire o meno rispetto agli sviluppi sul campo.

Le reazioni

L’accordo è stato salutato positivamente dall’Onu, che ricorda come in Libano, dall’inizio delle ostilità, ci siano state più di 2.000 vittime, e oltre un milione di sfollati, circa un quinto della popolazione. Il fragile equilibrio raggiunto tra Libano e Israele potrebbe influenzare positivamente anche quello tra Stati Uniti e Iran, tra i quali la tregua sarebbe in vigore dall’8 aprile scorso, e potrebbe essere prorogata di 15 giorni, mentre i negoziati mediati dal Pakistan potrebbero riprendere molto presto, anche questo fine settimana.

Accordo più vicino tra Usa e Iran

Usa e Iran, dunque, sarebbero più vicini a un accordo: lo afferma il presidente Trump, secondo il quale Teheran sarebbe disponibile a liberarsi del proprio uranio arricchito. Era questo, in effetti, uno dei nodi cruciali da sciogliere per il raggiungimento di una pace duratura. Intanto lo Stretto di Hormuz resta chiuso e su questo tema è in programma oggi a Parigi una Conferenza sulla navigazione marittima co-presieduta dal presidente francese Emmanuel Macron e dal premier britannico Keith Starmer, alla quale parteciperanno molti leader europei per discutere le ipotesi di riapertura di quello che è uno snodo fondamentale per il passaggio e lo smistamento del petrolio e del gas a livello mondiale.    

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17 aprile 2026, 08:43