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Ancora scontri nei villaggi sud del Libano Ancora scontri nei villaggi sud del Libano

Medio Oriente, oggi a Washington primi colloqui diretti Israele-Libano

C’è attesa per i primi colloqui diretti tra Israele e Libano in programma nella sede del Dipartimento di Stat americano, ma Hezbollah si oppone e dichiara che rifiuterà qualsiasi decisione. Intanto gli Stati Uniti hanno bloccato lo Stretto di Hormuz e La Fao lancia l’allarme su una possibile catastrofe alimentare

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Saranno la possibilità di un cessate il fuoco e il disarmo a lungo termine di Hezbollah i temi al centro dei colloqui previsti oggi a Washington tra Libano e Israele. Gli ambasciatori in Usa dei due Paesi mediorientali s'incontreranno alla presenza del segretario di Stato americano Marco Rubio. Si tratta di un momento storico tra due Paesi che non hanno relazioni dirette e che si inseriscono nel contesto degli scontri e della vasta invasione di terra israeliana nel sud del Paese dei cedri. Ad aumentare le tensioni ci sono le dichiarazioni della milizia sciita di Hezbollah che fa sapere di opporsi ai negoziati di oggi e dichiara che non rispetterà alcun accordo derivante da questi.

Hormuz e il fantasma della crisi alimentare

Dopo il fallimento dei colloqui con Teheran, come previsto alle 16 di ieri (le 10 in Italia) gli Stati Uniti hanno imposto il blocco totale di tutte le imbarcazioni provenienti e dirette nei porti iraniani, nello Stretto di Hormuz, mentre è consentito il transito tra gli altri porti. “Un danno”, lo definisce la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, mentre organizzazioni quali il Fondo monetario internazionale e la Banca Mondiale lanciano l’allarme sull’impatto della decisione. In prima linea la Fao, l’organizzazione delle nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, secondo la quale uno stop prolungato delle esportazioni di fertilizzanti ed energia ridurrebbero i raccolti e farebbero aumentare i prezzi dei prodotti alimentari danneggiando soprattutto i Paesi più poveri.

I rapporti Washington-Teheran

Intanto, dopo l’imposizione del blocco, il presidente americano Trump ha dichiarato di essere stato contattato da Teheran per un accordo, ma dall’altra parte il presidente del parlamento iraniano Ghalibaf agita lo spettro degli aumenti dei prezzi dell’energia: “Rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone”, ha detto. In merito al blocco dei propri porti, l’Iran, attraverso il rappresentante presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha inviato una lettera al segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres: “L'imposizione del blocco marittimo sui porti iraniani da parte degli Stati Uniti indica una chiara violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iran”, ha scritto. Infine, il Pakistan si è offerto di ospitare un secondo round di negoziati a Islamabad tra Usa e Iran questa settimana.

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14 aprile 2026, 08:52