Kosovo, sciolto il Parlamento e nuove elezioni per la terza volta in un anno
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Non ce l’ha fatta neppure stavolta, il Kosovo, a scegliersi un presidente: deputati troppo divisi, così allo scadere della legislatura la presidente del Parlamento, Albulena Haxhiu – che dal 4 aprile scorso riveste anche la carica di presidente della Repubblica ad interim - ha dovuto capitolare e sciogliere l’assemblea. Eppure alle elezioni del 28 dicembre il Movimento per l’autodeterminazione, partito del premier Albin Kurti, aveva ottenuto il 51% dei voti, cioè 57 seggi su 120, chiudendo, sembrava, oltre un anno di impasse politica, sebbene in assenza di una maggioranza certa.
Nuove elezioni
Ieri sera, per l’ultima seduta utile, si è aspettato fino allo scoccare della mezzanotte che entrassero in aula i deputati delle opposizioni, ma invano. Ora dovranno essere indette nuove elezioni – è la terza volta in un anno, dopo il precedente nulla di fatto del 6 marzo scorso – entro il termine previsto dalla Costituzione, che è di 45 giorni.
Le proteste delle opposizioni
L’ipotesi di nuove elezioni, in realtà, è nell’interesse un po’ di tutte le formazioni all’opposizione: sia della Lega democratica del Kosovo che del Partito democratico e dell’Alleanza per il futuro, che ieri hanno accusato la maggioranza di “colpo di Stato costituzionale” per aver tentato di far eleggere la candidata Feride Rushiti, a loro dire, senza il quorum necessario di 80 deputati. Nel pomeriggio, infatti, le opposizioni avevano organizzato una manifestazione pubblica per chiedere alla candidata di ritirarsi e di non piegarsi a quello che definivano "un gioco politico truccato". Per tutta risposta il premier in una conferenza stampa in serata prima dell'ultima votazione, aveva puntato il dito contro le opposizioni, colpevoli di "bloccare deliberatamente il funzionamento delle istituzioni".
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