Medio Oriente, Trump: intesa con l'Iran tra uno o due giorni. Di nuovo chiuso lo Stretto di Hormuz
Francesco De Remigis - Città del Vaticano
La scadenza della tregua tra Stati Uniti e Iran è fissata al 22 aprile, mercoledì prossimo. Spiragli diplomatici continuano ad arrivare da entrambe le parti, anche se la situazione resta particolarmente complessa per il transito delle navi commerciali e dunque degli approvviggionamenti energetici. Dopo la riapertura alla navigazione a Hormuz da parte della Repubblica islamica, il comando militare iraniano afferma di aver nuovamente chiuso lo Stretto a causa del blocco statunitense. Da Washington giungono invece segnali di distensione che entro domenica potrebbero portare le due delegazioni a incontrarsi nuovamente a Islamabad per un secondo round di colloqui di pace.
Il nodo del nucleare iraniano
L'Iran ha accettato di sospendere il proprio programma atomico a tempo indeterminato e non riceverà alcun fondo congelato dagli Stati Uniti, spiega Donald Trump in un'intervista a Bloomberg, sottolineando che l'accordo per mettere fine alla guerra è quasi completo. "Molti dei punti sono stati definiti, procederà piuttosto rapidamente", osserva il presidente negando che la moratoria sul programma nucleare iraniano scadrà dopo 20 anni. Alla domanda se il programma atomico si fermerà definitivamente, Trump ha risposto: "Niente anni, illimitato".
Trump: porteremo l'uranio negli Stati Uniti
La Repubblica islamica chiarisce di non aver mai accettato di non chiudere più lo Stretto né di sospendere il programma nucleare a tempo indeterminato, come invece proclamato dal presidente degli Stati Uniti, che tuttora mantiene il blocco americano nel “collo di bottiglia” mediorientale come forma di pressione su Teheran. Trump afferma inoltre che porterà l’uranio dell’Iran negli Stati Uniti e si dice ottimista sui negoziati. "Vedremo come andrà a finire, ma dovrebbe andar bene, dell’Iran ci si può fidare e stanno accadendo cose positive anche sui colloqui con il Libano", sostiene.
I "Volenterosi" a Parigi: niente pedaggi nello Stretto
Se la pace con l’Iran sembra a un passo, stando a quando dichiarato da Washington, un gruppo di Paesi non belligeranti si è riunito a Parigi per assicurare un presidio militare pacifico e neutrale a Hormuz. Una missione internazionale da introdurre nell'area soltanto a guerra conclusa. La Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz si è svolta all'Eliseo con in presenza quattro leader europei: il presidente francese Emmanuel Macron che ha promosso l'iniziativa assieme al premier britannico Keir Starmer, la premier italiana Giorgia Meloni ed il cancelliere tedesco Friedrich Merz. In collegamento circa una quarantina tra capi di Stato e di governo, ministri e delegati di Paesi europei, asiatici, sudamericani, dell'Oceania. Tra le altre cose è stato chiesto che non si impongano pedaggi per il transito nello Stretto di Hormuz.
La fragile tregua Libano-Israele
Resta in vigore la tregua tra Libano e Israele. Frena il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che si dice scioccato dalle comunicazioni pubbliche di Trump, il quale in post sul suo social Truth spiega di aver “proibito” a Israele nuovi attacchi aerei in Libano. Disarmare Hezbollah resta la nostra priorità, ribadisce l'esecito israeliano. Mentre il presidente libanese Il Presidente libanese, Joseph Aoun, dichiara che il suo Paese non è più un "teatro" di guerra per nessuno, dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah: siamo fiduciosi, abbiamo riconquistato il Libano e il suo potere decisionale per la prima volta in quasi mezzo secolo, salveremo il Libano.
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