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Rovine nella città di Tiro, in Libano, dove Israele continua a colpire Rovine nella città di Tiro, in Libano, dove Israele continua a colpire

Guerra in Iran, Trump annuncia una tregua di due settimane

Allo scadere dell’ultimatum, nella notte italiana, il presidente statunitense Trump ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane a condizione che venga immediatamente riaperto lo Stretto di Hormuz. Venerdì 10 aprile a Islamabad l’apertura dei negoziati con Teheran. Israele si allinea, ma esclude dalla tregua il fronte del Libano

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Un cessate il fuoco che il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato via social come “una vittoria totale e completa” degli Stati Uniti, dietro la quale c’è la mediazione del Pakistan e della Cina che ha esortato Teheran a mostrare flessibilità. Una tregua di due settimane, che ha come principale condizione la riapertura incondizionata dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo, notizia che ha già fatto crollare il prezzo del petrolio sotto i 92 dollari al barile.

La posizione di Israele sul Libano

L'annuncio del cessate-il-fuoco di due settimane ha preso di sorpresa anche Israele, anche se il premier Netanyahu si è subito allineato agli Stati Uniti, salvo poi smentire quanto affermato dal Pakistan, Paese mediatore, secondo il quale la tregua avrebbe avuto effetto immediato su tutti i fronti di combattimento. Israele, invece, ha dichiarato che questa non include il Libano dove nella notte, è stata evacuata la città di Tiro a sud e dove in un attacco a Saida si contano 8 vittime civili e almeno 22 feriti. Già prima dell’annuncio di Trump, infatti, il ministro degli Esteri israeliano Katz aveva sottolineato che il confronto con Hezbollah – il gruppo sciita sostenuto da Teheran – è “indipendente” dalla guerra con l’Iran.

I negoziati in Pakistan

C’è attesa, ora, per il primo round negoziale previsto per venerdì 10 aprile a Islamabad, al quale per gli Usa parteciperanno il vicepresidente Vance e gli inviati Witkoff e Kutchner; positiva la previsione di Trump che parla già della questione dell’uranio come “perfettamente risolta”. Per la fine della guerra, gli Stati Uniti avevano previsto un piano in 15 punti cui l’Iran aveva opposto un proprio piano articolato in 10 punti, che dovrebbero essere discussi in sede negoziale, i cui contenuti non sono del tutto noti: sicuramente tra quello che è trapelato, c’è la rimozione di tutte le sanzioni nei confronti di Teheran perpetrate dai vari governi statunitensi.     

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08 aprile 2026, 08:46